Sampietro: «Giocare al Camp Nou un sogno. Il mio futuro ancora da scrivere»

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Dal ritiro con la Sampdoria nell’estate 2012 alla Lega Pro. Dalla stima di mister Ferrara alla tanta, tantissima gavetta: nonostante la giovane età, il centrocampista genovese è ormai un veterano della terza serie italiana. La storia di Gianluca Sampietro è di quelle un po’ particolari, forse a tratti un poco sfortunata, fatta di trasferimenti saltati e opportunità mancate di un soffio. Ma sempre col sorriso sulle labbra e la positività di chi sa che tutto serve per crescere, anche le esperienze più difficili come questa stagione purtroppo non brillante con la maglia della Pro Patria.

Riavvolgiamo il nastro e partiamo da quel ritiro con mister Ferrara…
«Avevo appena finito il campionato con la Primavera, quell’estate sono andato in ritiro con la prima squadra. Poi siccome c’era quella collaborazione con il Portogruaro con la società abbiamo deciso che per il mio futuro sarebbe stato meglio fossi andato a giocare rispetto a stare un anno a “fare la muffa” in panchina».

Ecco, a proposito di questo, c’è anche chi ritiene, tra i giovani, che un girone di allenamento con la prima squadra sia comunque un’esperienza molto importante. Tu come la vedi?
«Bisogna vedere come va l’annata: quell’annata lì io sono retrocesso e con i se e con i ma forse avrei fatto meglio a rimanere. Io sono cresciuto tanto anche andando a vivere fuori casa, sono maturato molto. Mi è servita come esperienza in tutti i sensi. Ad allenarti con certi campioni migliori ma non è detto il mister ti dia la possibilità di giocare. Con Sensibile avevamo deciso che per il mio bene sarebbe stato meglio andare in prestito e infatti poi sono andato anche in Nazionale con Di Biagio, è stata una bella vetrina».

Passiamo al Pisa…
«Sì, l’anno dopo sono andato subito a Pisa e forse è stata l’esperienza più bella: abbiamo perso la semifinale playoff per salire in Serie B, giocare in una piazza come Pisa è uno spettacolo con lo stadio sempre pieno. Devi fare sempre bene sennò i tifosi “ti schiacciano”. Sono cresciuto molto, peccato per aver perso ma è stata una grande soddisfazione».

A quel punto però ti aspettavi una chiamata dalla Serie B magari?
«Sì ci sono state delle possibilità ma poi gli accordi non sono andati a termine. Poi per un mese e mezzo sono rimasto in ospeso: dovevo andare a Lecce nell’ambito dell’operazione che avrebbe portato Benassi alla Sampdoria. Poi Romero non è voluto partire e non si è fatta. Io avevo rifiutato anche altre situazioni perché Lecce è come se fosse Serie B. Quindi sono arrivato all’ultimo giorno di mercato e c’è stata l’opzione Ancona e sono contento di esserci andato. È stata un’annata positiva, abbiamo sfiorato i playoff: una piazza importante e prestigiosa, ha giocato anche la Serie A e Serie B, sono contento».

Quindi arriviamo alla Pro Patria quest’anno.
«È stata un’estate un po’ particolare: ci sono state trattative, ho aspettato l’Avellino ma ci sono stati dei problemi. Io avevo aspettato perché per me ne valeva la pena per il mio futuro. L’ultimo giorno è saltato tutto. Per fortuna che la Pro Patria aveva il mercato aperto e sono andato di corsa, altrimenti fino a gennaio sarei stato fuori rosa».

E questa purtroppo è stata la stagione più difficile.
«Sì prima siamo partiti un po’ in ritardo con la squadra e poi a ottobre in allenamento mi sono infortunato e sono stato fermo quattro mesi. È stato il mio primo infortunio e anche mentalmente non è stato facile, per fortuna ho avuto accanto la mia ragazza e i miei genitori che mi hanno aiutato. Ho ripreso a giocare a metà febbraio e ora ho recuperato bene. Ci vuole un po’ di tempo per tornare in forma anche se sto benissimo».

E il futuro?
«Ho ancora un anno di contratto con la Sampdoria, quest’estate con la società vedremo cosa fare. Dopo questa stagione difficile in cui sono stato fermo a lungo per infortunio molto probabilmente andrò a giocare di nuovo fuori. Il mio agente e la società decideranno insieme quello che è meglio per me, dovranno riparlarsi».

Dopo quattro anni di Lega Pro pensi sia l’ora di fare il salto di categoria?
«Ci penso, è una cosa che sicuramente vorrei fare perché ci tengo. È anche vero che dopo questo campionato è dura. Io penso a stare meglio e a rilanciarmi dopo questa annata travagliata».

Ma torniamo alla Samp e a quel ritiro con Ferrara…
«Sono arrivato in ritiro in punta di piedi, davo il massimo negli allenamenti giorno dopo giorno, il mister ha visto delle qualità in me e mi ha dato molta fiducia. Lo ringrazierò sempre per la fiducia e l’opportunità di avermi fatto giocare al Camp Nou, brividi. Mi è servita come esperienza, sono stati due mesi importanti nonostante le difficoltà iniziali, ma poi sono cresciuto e sono contento. Mi dispiace che adesso non alleni più ma magari poi tornerà ad allenare. Tra noi c’è stato un bellissimo rapporto e posso solo ringraziarlo».

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