Serinelli: «Cassano ha il calcio nelle vene. Sogno? Samp Campione d’Italia»

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La Sampdoria dei grandi non sta andando benissimo: la situazione di classifica non è delle migliori, le vittorie e i punti sostanziosi non arrivano e i punti di vantaggio sul terzultimo posto sono adesso soltanto 3. Per fortuna in casa Samp c’è anche chi può sorridere, come la Primavera, che stabilizzatasi dopo i diversi cambi di guida tecnica ha ripreso a galoppare a pieno regime verso i playoff di categoria, con l’ultima ottima vittoria sulla Fiorentina, una delle più serie candidate alla vittoria finale del Girone A insieme a Juventus, Torino e Spezia, da anni al top a livello giovanile.

Il capitano della Primavera blucerchiata una volta era David Ivan, il suo passaggio in prima squadra ha liberato la fascia che in questa stagione è andata a Leonardo Serinelli, che in un’intervista a SampTV ha parlato della stagione in corso e dei progetti per il futuro: «La mia famiglia è blucerchiata, soprattutto i miei fratelli Marco e Andrea mi hanno trasmesso la passione. Sono cresciuto a Sampierdarena, un quartiere totalmente blucerchiato, e fin da piccolo sono andato al Ferraris, prima nei distinti poi, appena ho avuto l’opportunità subito in Gradinata Sud. Ricordi? Il periodo più bello assolutamente l’anno della Champions con Cassano e Pazzini, poi il Derby vinto con Maggio, era il mio primo nella Sud, è stato bellissimo. Ho imparato a giocare a calcio in un campetto della mia vecchia scuola, poi al Don Bosco coi miei amici coi quali ho un rapporto tuttora bellissimo. Poi è arrivata la chiamata della Samp e non ho potuto rifiutare. I mister da ricordare? Il primo è stato mister Ghillino quando arrivai da esordiente, poi mister Re e infine mister Pedone, che ci sta trasmettendo tantissimo, soprattutto la passione per la maglia. Idolo? Antonio Cassano anche se non è nel mio ruolo, quanto ai centrocampisti invece Soriano, un talento eccezionale, e Palombo per la sua personalità. Altri giocatori di riferimento sono Vidal e Nainggolan, giocatori forti fisicamente e con grande intensità. Gli allenamenti con Cassano? È bellissimo allenarsi con lui, ha il calcio nelle vene. Sa quando rimproverarti o dirti le cose giuste».

«Un prestito altrove? Non lo vedo negativamente, anzi, andare a farsi le ossa in giro per l’Italia è un modo per crescere e imparare molto, il calcio dei giovani è diverso da quello dei grandi. Il sogno e l’obiettivo primario – conclude il giovane capitano blucerchiato – però è sempre quello di tornare in prima squadra. Un sogno? Vedere la Sampdoria sul tetto d’Italia e magari d’Europa, farlo giocando poi sarebbe una soddisfazione tripla».

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