Souness e il suo addio alla Samp: «Rangers occasione irrinunciabile»

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Era il 1986, la Sampdoria di Paolo Mantovani aveva appena messo in bacheca il suo primo trofeo e si avviava verso i primi successi continentali e quel magico scudetto del 1991. In panchina c’era Vujadin Boskov, non era ancora la Sampd’oro e a centrocampo non c’erano ancora i Cerezo e Lombardo che avrebbero segnato un’epoca, c’era però un signore scozzese, che di nome faceva e fa Graeme Souness, talento purissimo, per l’epoca un lusso averlo in rosa soprattuto dopo aver sollevato una Coppa dei Campioni da Capitano del Liverpool.

In quell’anno, dopo due stagioni, Souness lasciò il Doria per andare ai Rangers di Glasgow, che proprio l’altro giorno sono tornati nella Scottish Premier League dopo il recente fallimento che li aveva tolti dalla circolazione per diverse stagioni. L’ex centrocampista blucerchiato, intervistato da Four Four Two, è tornato sul suo addio alla Samp: «Ricevetti una telefonata da David Holmes, amministratore delegato dei Rangers, a casa mia a Genova. Ci accordammo per incontrarci a Londra, e successivamente a Milano. Essendo stato un tifoso dei Rangers da ragazzo, sapevo quanto fosse grande il club e che era un’occasione impossibile da rifiutare: Avevo 33 anni e nessuna esperienza, David rischiò tutto ma ebbe ragioneMi ha dato la possibilità di diventare il manager dei Rangers – il più grande club della Gran Bretagna, a mio modo di vedere – e deve essere stata una grossa preoccupazione per lui».

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