Ve lo ricordate Boris Odwong?

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Sogni le stelle, nella boccia dei pesci rossi finisci. È l’hokku che probabilmente meglio descrive la vita di coloro i quali sentono di aver fallito e di aver tradito le attese. È, quindi, anche l’hokku di Boris Odwong che, guarda caso, porta proprio il nome del pesce rosso più famoso della tv. Lo statuario (192 cm x 90 kg) attaccante nativo di Roma ma di origini nigeriane pareva destinato a una carriera di alto livello e diversi erano gli addetti ai lavori che vedevano, tra le caratteristiche in comune con Balotelli, qualcosa in più della mera somiglianza fisica. 

Ha cominciato nel Savio, squadra dilettantistica romana, e poi, esploso negli Allievi d’Elite di Walter Ameli, ha iniziato a far parlar di sè. Quindi, le prime voci di mercato: il Genoa, l’Inter, il Tottenham addirittura. Alla fine, arriva la Sampdoria che gli offre la possibilità di confrontarsi con una delle migliori realtà giovanili del panorama nazionale e non solo. Tra allievi e primavera, Odwong non riesce però a lasciare il segno e così, a gennaio, si trasferisce in prestito alla Viterbese. Non gioca male, Odwong, ma il suo rendimento è troppo altalenante e il suo carattere troppo difficile: ecco perché la Sampdoria, forte anche di una rosa molto forte che, solo due stagioni prima, aveva vinto tutto e che non necessitava affatto di un talento discontinuo e problematico, decide di non rinnovare il suo contratto.

A questo punto, per Odwong, comincia l’Odissea. Il Nardò lo acquista a titolo definitivo, e gli dà, nuovamente, la possibilità di confrontarsi con la Serie D. Nemmeno in Puglia però, il talento di Odwong riesce a sbocciare: fioriscono invece i dubbi sul suo conto, ormai passati sono i tempi in cui ci si rivolgeva a lui come al “nuovo Balotelli”, meno prestigiosa e accattivante è ora la sua etichetta: meteora, o peggio, bidone. E quale miglior meta allora, di Malta? Come molti giocatori che tanta fatica hanno trovato in campionati più probanti, Odwong si trasferisce nell’isola che prese il nome dalla ninfa Melite per giocare prima con il Naxxar FC (seconda divisione maltese) e poi, da gennaio 2011, con il Floriana FC (prima divisione). In otto presenze in campionato coi biancoverdi, solo una volta il mastodontico centravanti riesce a trovare la via della rete. 

A giugno, Odwong decide di rifare le valigie e diventare un globetrotter a tutti gli effetti. Si trasferisce addirittura in Moldova, a Chisinau per giocare nella prima divisione nazionale con il Rapid. L’italo-nigeriano però, proprio non riesce a trovare pace: a novembre il presidente del club annuncia di averlo sospeso insieme al capitano del club, Mark Gouffan. Victor Ostap, il presidente, motiva la decisione alludendo al suo comportamento antisportivo e alla sua mancanza di voglia. La sua carriera al club non è ancora compromessa, infatti, lo stesso Ostap ricorda che la decisione relativa alla risoluzione del suo contratto sarà presa durante le vacanze natalizie.

A questo punto, il paragone con Balotelli non sembra così campato in aria: dell’attaccante del City però, Odwong non ha preso, a quanto risulta dalla sua sgangherata carriera, l’estro tecnico, bensì il peggior aspetto possibile, ossia la presunzione e il sovversivismo.  

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