Zenga: «Io ho rispettato le richieste della Samp, mai accettato a Genova»

© foto www.imagephotoagency.it

Walter Zenga ritorna a parlare della Sampdoria dopo essersi dimesso dall’Al Shaab per gli scarsi risultati ottenuti con la squadra, ora affidata al suo secondo. Si ritorna a parlare di come le parti si sono lasciate e della situazione attuale di Montella, con un po’ di rammarico e di come non è mai stato accettato dalla piazza come allenatore.

«C’è stata disinformazione: a detta di molti Montella mi ha sostituito per una crisi di risultati ma io, per richiesta della società, dovevo valorizzare i giovani e stare nella parte sinistra della classifica; mi sembrava di essere al passo con le richieste societarie» puntualizza il Mister, che intervistato sulle onde di RadioUno, parla anche della crisi e del rischio retrocessione: «Augurarmi che la Samp vada in B? No, sarei un falso. Non sputo nel piatto in cui ho mangiato ora deve giocare con Frosinone e Udinese in casa, ha il coltello dalla parte del manico».

Genova, piazza blucerchiata che non l’ha mai accettato come allenatore: «Il vero problema è che non sono mai stato benvoluto a Genova, da una parte della tifoseria, fin dal primo giorno; Ferrero mi faceva vedere i messaggi dei tifosi, non mi volevano. La gara col Vojvodina ha fatto da spartiacque: eravamo in ritiro dal 1 luglio, ma Eder è arrivato una settimana dopo e Fernando, Muriel, Soriano e Zukanovic tra il 12 e il 15. Dove ho sbagliato? Dovevo far notare questa cosa alla società e posticipare le cessioni di Okaka e Duncan, oltre alla messa fuori rosa di Mesbah» e con Ferrero il rapporto non è mai andato bene: «La differenza è il suo stile di vita, gli auguro di riuscire a diventare un vero presidente di calcio con il passare degli anni. La Samp era stato il mio punto di arrivo e tornare in Italia ora sarebbe complicato, non so chi potrebbe darmi questa possibilità. L’Inter? Mancini ha un contratto fino al 2017 e dopo si penserà a qualche altro grande allenatore».

E il rapporto Zenga – Cassano: «Mi è stato detto di valorizzare i giovani e stavo mettendo in luce Pedro, Ivan, Correa e Muriel. Poi mi è stato proposto Cassano, a primo impatto dico no: in ogni caso non è mai stato un problema, la sua gestione stava andando in modo normale e verso novembre si è visto il vero Cassano.L’ultimo giorno di mercato sono stato in hotel con Ferrero, Osti e Romei, mi sono impegnato affinché Eder e Soriano restassero almeno fino a dicembre. La Samp prima aveva Vierchowod, Dossena, Vialli, Mancini: ora si guarda al bilancio e si punta alla gestione delle risorse, con i parametri zero e i prestiti. Il mondo si sta spostando a Oriente» conclude Zenga rimarcando le difficoltà del calcio italiano ad ogni livello.

Condividi
Articolo precedente
Bacigalupo: «Meritavamo la vittoria nel derby»
Prossimo articolo
Copa América 2016: ecco i gironi