Zenga: «Ferrero oggi non mi manderebbe via»

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L’ex tecnico della Sampdoria ripercorre il suo esonero e addita colpe a chi avrebbe consigliato male a Massimo Ferrero

L’esonero dalla Sampdoria non è stata l’unica delusione della carriera da allenatore di Walter Zenga, fresco peraltro di licenziamento dalla dirigenza del Wolverhampton. La parentesi blucerchiata non è stata brillante, a partire dalla prematura eliminazione dall’Europa League, ma come sostenuto non pensa di aver sfigurato. I dati gli danno parzialmente ragione, visti i punti ottenuti poi da Vincenzo Montella che lo ha sostituito, non il gioco presentato sul campo e alcune dichiarazioni recenti del presidente Massimo Ferrero che certamente non lo rimpiange.
FERRERO E ZENGA SEMPRE AMICI – I due si sono incontrati nel pomeriggio di mercoledì e Zenga ha voluto tornare sull’addio alla Sampdoria, additando colpe a persone in dirigenza: «Stimo molto Ferrero, con lui ho un ottimo rapporto. Da quando ci siamo separati ha parlato spesso di me e subito mi sono offeso, ma poi ho colto un lato sensibile nelle sue parole e ho capito ciò che intendesse. Sono stato mandato via per un semplice motivo: ho avuto un battibecco con lui dopo la partita contro il Chievo e il giorno dopo la sfida con la Fiorentina sono andato dai miei figli a Dubai. Aveva poca esperienza e si è fatto consigliare male, adesso prende lui le decisioni e sono convinto che oggi non mi manderebbe via».

 

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