Editoriale

Petagna, Defrel, Silvestre e la solita fiera delle scarse idee

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Il mercato di gennaio è il salvagente della Sampdoria per raggiungere la salvezza in Serie A: le idee (al momento) sono poche e ripetitive

Il turbinio delle voci di mercato ha già preso il sopravvento e durerà fino al 31 gennaio, giorno in cui (non possiamo dire finalmente, vista la situazione) la finestra invernale di trasferimenti chiuderà i battenti. La preoccupazione della piazza è quella di rivivere quanto accaduto in estate, causa ed effetto del disastroso avvio di stagione della Sampdoria.

Inutile dire che, questa volta, la campagna acquisti dovrà essere concreta ed efficace, consapevoli del fatto che a gennaio condurre operazioni di mercato risulti complesso ideologicamente ed economicamente. Ed è preoccupante sapere che i profili seguiti per rinforzare la rosa di Claudio Ranieri siano tutte vecchie conoscenze del club blucerchiato, sintomo della pochezza di idee di una società che deve rimediare ai danni compiuti mesi fa.

Matias Silvestre, Lorenzo Tonelli, Andrea Petagna, Gregoire Defrel e perfino Éder. Non giudichiamo il valore tecnico di ciascun calciatore, che in un momento tanto complicato per il Doria è benaccetto. Ma la tipologia di nomi valutati dalla dirigenza, che dovrebbe far scattare un campanello d’allarme.

Tutte le nuove suggestioni presentano problemi sul nascere. E non stiamo parlando di acquisti top, in grado di permettere il salto di qualità. Facciamo due esempi: Juan Jesus e Musa Barrow. Costano troppo e non sono così imprescindibili come si pensa. La realtà è che la Sampdoria, attualmente, non è più una piazza ambita. Nemmeno da chi desidera rilanciarsi nel calcio italiano.

Riscattarsi da questo brutto periodo però è possibile, c’è sempre una soluzione a tutto. Non è semplice, ma si può. Occorre muoversi con destrezza nelle prossime settimane e tirare la carretta fino a maggio (tutti insieme, dai vertici del club all’ultima delle riserve) nella speranza di poter proseguire il cammino in Serie A. E da luglio iniziare un nuovo progetto, perché ormai il giocattolino che portava esclusivamente plusvalenze nelle casse della Sampdoria si è rotto.

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