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2015/2016, il pagellone: Djamel Mesbah

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Sebbene si sia messo in luce più per quello fatto al di fuori del campo, non potevamo lasciare fuori dalle pagelle Djamel Mesbah. In questa stagione con la Sampdoria: 7 presenze, due cartellini gialli, 584 minuti di gioco in totale, una sessione di calciomercato invernale che lo ha visto rifiutare il Bari, la fuga in macchina per le vie di Albaro seguito dai carabinieri, un infortunio, esclusione dalla prima squadra, il declassamento in Primavera e ora di nuovo il mercato che lo vede verso la Svizzera.

Tutto questo in una sola stagione, dove si evince bene come quello che è stato fatto in campo non è in primo piano. La sua media, ponderata in base ai voti che gli abbiamo dato nelle sette partite giocate, è di 5,71 e contando che su sette partite solo due sono state sopra la sufficienza si può ben dire che se non avesse giocato sarebbe stato uguale. Zenga lo tiene in panchina per le prime quattro gare e anche nel preliminare di EuropaLeague, gioca titolare contro la Roma dove riesce a farsi ammonire al 90′, nuovamente titolare nella successiva contro l’Atalanta e altra ammonizione, novanta minuti anche contro l’Inter e in queste tre partite ci sono le uniche due sufficienze della stagione. Poi il primo problema muscolare e il ritorno in campo con l’Empoli. Da quel momento in poi giocherà quattro partite e porterà a casa quattro 5,5 prima di sparire definitivamente dalla scena blucerchiata dopo la parità persa 4-1 contro il Milan a San Siro. Gli ultimi 90 minuti di Mesbah in prima squadra, che risalgono al 28 novembre 2016.

Da quel momento in poi Mesbah diventa un oggetto misterioso, prima una lungo degenza per infortunio, poi la parentesi fuori rosa, poi viene convocato dalla Primavera per il match vinto 2-1 contro il Livorno dove gioca per quasi la totalità della partita (verrà sostituito da Farrazzo all’80’ minuto di gioco).  E poi risulta non convocato e non più fuori rosa a partire dal match contro l’Udinese fino alla fine della stagione. Adesso è il primo della lista dei partenti, dopo un campionato da dimenticare e di cui poco abbiamo da raccontare.

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