
Alen Begic, padre del blucerchiato Tjas, ha rilasciato un’intervista alle colonne de La Repubblica. Le sue dichiarazioni
Un legame speciale e lungo quarant’anni unisce Tjas Begic alla Sampdoria. Il padre Alen Begic è diventato tifoso blucerchiato nel 1986, quando si innamorò della squadra grazie a Boskov, e da allora non ha mai smesso di seguire le vicende doriane. Un amore che è passato attraverso le generazioni!
Alen, ex calciatore, ha militato nell’NK Belvedur Izola, una squadra che ha partecipato alla Coppa UEFA nella stagione 1991-1992. La sua carriera si è svolta principalmente nella prima serie slovena! Quest’ultimo ha rilasciato un’intervista ai taccuini de La Repubblica, di seguito trovate le dichiarazioni:
AMORE SAMP – «Mio padre Branko era un grande estimatore di Vujadin, una persona speciale, e quando è venuto a Genova mi sono innamorato dei colori blucerchiati. È stato facile, non puoi non amare quella maglia e un personaggio come Boskov. Poi è venuto Katanec e mi sono ancora più legato. Ricordo tutti i grandi calciatori, lo scudetto e anche la sconfitta in finale di Coppa dei Campioni a Wembley».
LETTERA DA AMSTERDAM – «Durante Lettera da Amsterdam mi sono venute le lacrime agli occhi, è uno stadio unico, ho vissuto grandi emozioni. Ho sempre sognato di vedere Tjas con la maglia blucerchiata. Una serata perfetta».
PREGI TJAS – «Il suo principale pregio è l’uno contro uno, ha rapidità e gli piace il dribbling. Non ha paura di avere la palla nei piedi, in queste partite l’ho visto partire in verticale e andare forte. Ha anche grande visione di gioco, ma talvolta non lo capiscono. Deve crescere fisicamente, senza perdere le sue qualità».
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