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Boni: «Momento preoccupante per la Samp! Le prossime due partite decisive per il futuro. E su Esposito…»- ESCLUSIVA

Loris Boni, ex centrocampista della Sampdoria, ha parlato in esclusiva con noi dell’attuale momento blucerchiato e di tanto altro
L’obiettivo salvezza è la prerogativa della Sampdoria in questo finale di stagione ancora da vivere. La formazione di Lombardo, reduce dalla sconfitta di Carrara, cerca una vittoria e soprattutto tre punti importanti contro l’Avellino, sfida della 32a giornata di Serie B in programma domenica al Ferraris. In vista del match, abbiamo contattato telefonicamente in esclusiva Loris Boni, ex centrocampista blucerchiato tra il ’71 e il 75′, affrontando diverse tematiche riguardanti il mondo doriano e tanto altro. Di seguito le sue dichiarazioni:
La Sampdoria era chiamata a una vittoria dopo il convincente pareggio del Ferraris con il Venezia, ma come sappiamo ha perso 2-0 a Carrara nell’ultimo turno di campionato. Cosa ne pensa dell’attuale momento della formazione blucerchiata?
«Ma sicuramente è un momento preoccupante, soprattutto per quello che si è visto in campo, perché la Sampdoria si è presentata a Carrara con l’intento di non perdere invece magari di giocarsi la partita in un modo diverso. E questo preoccupa perché alla fine perdere così, senza averla giocata, senza aver creato nulla, mette preoccupazione per le prossime due partite che i blucerchiati avranno in casa».
Nella prossima giornata ospiterà l’Avellino, reduce dalla vittoria con il Sudtirol. Come analizza questo match?
«Ma guarda, la questione è quella di vedere la Sampdoria cosa farà questa settimana, come recupererà mentalmente e fisicamente per prepararsi contro l’Avellino, perché adesso ogni partita è sempre difficile, ma tutto dipende anche da come tu vai ad affrontare squadre che fanno punti. E questo è il problema».
E infatti, diciamo, non sta appunto affrontando un buon momento e sappiamo che uno dei temi ricorrenti è la questione allenatore. Dopo l’esonero di Foti e Gregucci è stato chiamato Lombardo, che conosce molto bene la realtà blucerchiata. Cosa potrebbe dare in queste sette partite restanti?
«Io ritengo che in questo momento la responsabilità maggiore ce l’abbiano i giocatori e il 20% sia Lombardo che deve fare qualcosa per dare concretezza, certezze a questa squadra. È chiaro che adesso dover cambiare nuovamente l’allenatore sarebbe un po’ un suicidio annunciato. Queste cose qui andavano fatte molto prima e soprattutto quando c’erano Foti e Gremucci, a tal proposito reputo che sia stata una scelta avventata e adesso purtroppo il tempo stringe e sostituirlo sarebbe allucinante».
E tra i giocatori chiamati a guidare lo spogliatoio e non solo, chi la sta deludendo maggiormente?
«Si tratta di una delusione generale perché vedo che non c’è nessuno che si prende il carico e le responsabilità di questa squadra. In questa squadra manca un leader vero e proprio. Pensavo che Esposito fosse un giocatore che trascinasse, e invece vedo che ha molte lacune. E vedo una squadra abbastanza uniforme. C’è da sperare che il gruppo abbia una reazione per uscire fuori da una situazione preoccupante».
La Sampdoria riuscirà a salvarsi o la retrocessione è dietro l’angolo?
«Bella domanda, perché dietro fanno punti. Vedo il Pescara che si è rimesso in gioco. A questo punto ogni partita è determinante, perciò io dico che le due partite Avellino e Empoli diranno il futuro della Sampdoria».
Adesso saliamo in Serie A, soffermandoci a parlare di lota scudetto e piazzamento in Champions League. Pareri?
«Il momento attuale dice Inter, anche in questo momento sembra “stanca”, userei questa parola, ha perso un po’ di brillantezza nel suo gioco, in certi giocatori, però vedo che dietro non c’è quella squadra agguerrita che possa far sentire il proprio fiato sul collo ai nerazzurri. Perciò io dico che la formazione di Chivu sia destinata a vincere lo scudetto e penso che Napoli, Milan, Como, Roma, Juventus si giocheranno i due posti per la Champions League. Questo è evidente».
Una squadra che probabilmente non si piazzerà in Europa è la Lazio, alle prese con le tensioni tra la proprietà e i tifosi. Tuttavia la formazione di Maurizio Sarri, dopo le due vittorie contro il Sassuolo e soprattutto Milan, sembra essersi rivitalizzata. Cosa può dare in questo finale di campionato?
«Ritengo che la Lazio stia facendo ottime cose, nonostante un momento che poteva anche danneggiarla, tra i tifosi e società un po’ così contestata e ,soprattutto, con un organico non direi contenuto, per non dire ridotto. Penso che questi risultati dimostrano che la squadra si è compattata con l’allenatore e ha tirato fuori un grande carattere».
Adesso passiamo alla lotta salvezza. Tra i candidati c’è il Cagliari di Pisacane che ultimamente, in quanto a risultati, non sta brillando molto. Cosa pensa della squadra rossoblù e qual è la sua disamina sulla bagarre in coda alla classifica.
«La squadra rossoblù secondo me è forse quella che ha fatto anche sempre dei buoni risultati fino a un mese fa. Adesso è chiaro è in un momento di calo, però non vedo dietro grandi movimenti. Vedi Cremonese, Pisa e Verona, non credo che possano impensierire la situazione, anche se i nerazzurri hanno dato segnali di reazione. Però il Cagliari è una squadra attrezzata, ha un buon gruppo, un buon allenatore, secondo me non rischia di essere inguaiata».
La settimana prossima ci saranno gli spareggi play-off per i mondiali tra Italia e Irlanda del Nord. Pronostico?
«E’ chiaro che ci portiamo lì molte tensioni del momento soprattutto anche perché il nostro calcio è abbastanza in declino come lo vedo io anche a livello internazionale, abbiamo visto un po’ i risultati in Champions e altre competizioni e c’è solo da augurarsi che non diventi la terza volta che non andiamo ai mondiali. Questo è il mio auspicio».
Si ringrazia Loris Boni per la cordialità e la disponibilità mostrate in questa intervista