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Improta: «La Sampdoria deve confermare Lombardo e Mancini e puntare a tornare in Serie A subito! Porto questi colori nel cuore» – ESCLUSIVA

Giovanni Improta, ex giocatore della Sampdoria, ha parlato con noi in esclusiva di Attilio Lombardo, il futuro di Andrea Mancini e tanto altro ancora
Giovanni Improta ha vissuto una sola stagione in Liguria (1973-1974), ma è rimasto sinceramente innamorato dei colori blucerchiati. L’ex giocatore della Sampdoria ci ha concesso un’intervista esclusiva sulla squadra di Attilio Lombardo, i ricordi della sua esperienza doriana e il momento del calcio italiano. Le sue parole:
La Sampdoria ha conquistato la salvezza con una giornata d’anticipo dopo un’annata a dir poco tribolata. Che idea si è fatto della stagione dei blucerchiati?
«Pensavo che all’inizio dell’anno la Sampdoria potesse fare di più, ma poi le cose si sono complicate. La salvezza ridà fiducia all’ambiente blucerchiato. Il prossimo anno la società allestirà una rosa importante per tornare in Serie A, la categoria che le compete».
Il cambio di rotta è arrivato con la scelta di promuovere Attilio Lombardo alla guida tecnica. Si è meritato la conferma in vista della prossima stagione?
«Bisogna puntare su Attilio Lombardo, ha dimostrato di saperci fare ed è legato all’ambiente. Ho avuto alle mie dipendenze il figlio dell’allenatore, mi farebbe piacere se continuasse lui: merita la riconferma».
Lo stesso discorso vale per il direttore sportivo Andrea Mancini?
«Assolutamente sì, va confermato anche lui. Quando le componenti portano risultati ottimi, non si deve cambiare, bisogna dare continuità al lavoro. L’ambiente deve molto a questi protagonisti. Anche se la squadra si è salvata all’ultima gara, bisogna insistere: ripartire da capo significherebbe buttare tutto il buono fatto finora».
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Qual è il ricordo più bello che ha del suo periodo in blucerchiato?
«Ho bei ricordi, nonostante sia rimasto solamente un anno. Partimmo con una penalizzazione, ma battemmo in casa il Milan per 3-2 con una mia doppietta su rigore. Poi ci salvammo: contro il Vicenza subentrai, feci un assist sull’1-0 e segnai il gol del 2-1. Scavalcammo il Genoa e ottenemmo la permanenza in massima serie. Fui poi dato in prestito all’Avellino e ceduto al Catanzaro, ma porto questi colori nel cuore».
Che sensazioni le davano i tifosi della Sampdoria?
«Il pubblico era davvero il nostro dodicesimo uomo in campo. Questa tifoseria encomiabile merita le soddisfazioni dei tempi della presidenza Mantovani, mi auguro tornino a quei fasti. Non ti lasciano mai solo, con noi non l’hanno mai fatto ai tempi».
Il calcio italiano è in subbuglio dati i recenti avvenimenti al designatore Rocchi e al mondo degli arbitri in generale. Che ne pensa?
«La terza non partecipazione ai mondiali dispiace. Diamo troppo spazio agli stranieri e i nostri giovani non crescono, tanto che dobbiamo naturalizzare atleti per la Nazionale. È paradossale, le istituzioni devono intervenire. Sulla giustizia sportiva, spero chiarisca le recenti situazioni scabrose. Il pubblico viene penalizzato, servono punizioni drastiche per chi fa male allo sport più bello del mondo».
Si ringrazia Giovanni Improta per la gentilezza e disponibilità mostrate nel corso di questa intervista