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Coda: «E’ impensabile vedere la Sampdoria lottare per la salvezza in Serie B! Pirlo? Si poteva aspettare un po’ di più prima di mandarlo via»

Massimo Coda, attaccante prossimo a lasciare alla Sampdoria, ha rilasciato delle dichiarazioni sulla sua duplice esperienza vissuta a Genova
Il bomber Massimo Coda è stato l’ospite dell’ultima puntata del podcast di Tacchetti di Provincia. L’attaccante della Sampdoria, la cui scadenza del contratto è datata al 30 giugno, ha parlato della sua esperienza in blucerchiato e non solo. Le sue parole:
«Diciamo quando sono arrivato al Genoa, sì, venivo dalla stagione capocannoniere, vittoria del campionato con Lecce. Erano appena retrocessi, avevano voglia di dare un segnale subito alla piazza e quindi sono stato il primo acquisto. Quando sono arrivato qui c’è stato subito lo slogan only one year, quindi subito c’è stata una pressione pesante, in quella quella squadra lì c’era gente molto esperta che veniva da campionati vinti.
Differenza di tifo tra Genoa e Samp? Siamo lì, ti danno le stesse emozioni quando sei in campo, li senti e hai una spinta in più. È chiaro che di là l’ho vissuta vincendo, quindi è tutto bello, ma l’abbiamo vissuta male stando sempre nella bassa classifica. Però nonostante tutto ci sono stati dietro, quindi ho apprezzato molto anche come si sono comportati, anche se delle volte sono stati estremi.
Ci sono stati modi estremi, però si capisce che è dettato dal momento perché è impensabile che la Samp debba lottare per la salvezza in Serie B. Com’è segnare sotto la gradinata sud? E’ emozionante, ti ho detto, poi sono stati tutti gol pesanti, mai nessuno è stato banale o perso, quindi ti viene voglia di buttarti lì dentro quando succede. Questi tifosi ti lasciano qualcosa che sicuramente puoi fare fatica a trovare da altre parti.
Com’è Pirlo? Qui ti posso svelare un altro retroscena perché dovevo venire alla Samp dopo l’anno di Genova in cui avevamo vinto il campionato. Ormai avevo trovato l’accordo con la Samp e avevo sentito già il mister e il direttore ed era fatta. Poi si era inserita la Cremonese e alla fine sono andato di là. L’anno dopo poi mi ha richiamato la Samp, era venuto Accardi come direttore e non me lo sono fatto dire due volte. Ho deciso subito, mi sono detto che volevo rivivere le sensazioni di Marassi.
Poi non volevo dare un altro dispiacere a Pirlo, ho avuto il piacere di farci il ritiro insieme, poi è durato tre giornate anche lui, però si vedeva che è uno che ha empatia con i calciatori, ha voglia di starci insieme; poi in campo ti trasmette un’identità che tanti non riescono a darti, secondo me ce l’aveva data. E vabbè, col senno di poi forse si poteva aspettare un po’ di più nel mandarlo via»
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