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Belmonte: «La Sampdoria Women di un’altra categoria! C’è poca chiarezza sulla strategia societaria» – ESCLUSIVA

Daniela Belmonte, giornalista, ha analizzato in esclusiva con noi l’attuale momento della Sampdoria Women dopo la fine della stagione
Si è conclusa la stagione della Sampdoria Women, densa di tre trofei molto importanti per rallegrare l’ambiente dopo la clamorosa mancata iscrizione in Serie B avvenuta l’anno scorso. Con la promozione in Serie C, il club blucerchiato si appresta ad affrontare la prossima sessione estiva di mercato ormai alle porte con l’obiettivo di rafforzare la squadra in prossimità delle nuove sfide che attendono le doriane.
Di questo e tanto altro abbiamo parlato in esclusiva con la collega di Corner Blucerchiato, Daniela Belmonte. Di seguito l’intervista:
Si conclude con il terzo trofeo la stagione della Sampdoria Women, appena promossa in Serie C. Come valuti il percorso delle ragazze?
«Le ragazze hanno messo la modalità facile in un campionato semplicissimo, perché quella della Sampdoria è una rosa troppo elevata per questa categoria che in Liguria, almeno il campionato di Eccellenza, deve ancora crescere tanto. Ha avuto anche le sue difficoltà, ma dovute più che altro ad un regolamento dell’Eccellenza femminile un po’ strambo in quanto comunque si è ritrovata a giocare fino al 12 giugno, ed è andata bene, poteva giocare anche a fine giugno, cosa veramente assurda. E nonostante le difficoltà avute in Coppa Italia, insomma, i dati parlano chiaro, la formazione blucerchiata non ha perso una partita, è sempre stata al top della forma, con elementi importanti come Amanda Tampieri e Bianca Fallico, le quali non era scontato che rimanessero, anzi tutt’altro. E quindi è stato un campionato degno di nota perché le ragazze hanno dimostrato di meritare molto di più di questo. E se pensiamo che un anno fa erano in Serie A e siano retrocesse in un modo veramente indecente, ma non per questioni di campo, ti dico che questo è solo l’inizio di una rinascita e il bilancio è positivo, anche e soprattutto per il futuro».
In concomitanza dei playoff, Castiglione si è dimesso improvvisamente e la squadra è stata affidata a Oliviero che ha condotto la barca in porto. Secondo te merita la conferma in panchina oppure serve un altro profilo di spessore? In quest’ultimo caso chi sarebbe il candidato ideale?
«Quando un allenatore è giovane, anche molto carico non solo per se stesso ma pure per le ragazze durante la finale, è sempre una cosa più che positiva. È un tecnico che può essere promettente anche per il futuro, per il quale gli auguro davvero il meglio. Poi la Serie C è un campionato un po’ più complicato, specialmente dallo scorso anno da quando hanno cambiato il regolamento, ovvero che i gironi sono quattro e ne salgono solo due. E questo ha reso le cose molto più difficili. Per quanto riguarda il profilo tecnico, so che la Sampdoria Women voleva affidarsi a Salterio, un vincente per quanto riguarda la Lega Pro. E so che sono alle battute finali per poterlo portare in blucerchiato. Spero vivamente che possa esserci una coppia con l’attuale allenatore e Salterio, anzi sarebbe una grande cosa».
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Oltre a Tampieri e Fallico che sono le icone di questa squadra, qual è la giocatrice che ti ha impressionato di più e da cui si dovrebbe ripartire? Ed eventualmente se ci sono calciatrici che potrebbero far fare quel salto di qualità per un campionato abbastanza complesso come la Lega Pro?
«Sembrerà scontato ma non lo è, si dovrebbe ripartire dalle giovani. Ci sono tante ragazze in questa in questa squadra che hanno fame, le vedi proprio dagli occhi quando entrano in campo, la la voglia di voler dimostrare di essere all’altezza, di essere anzi forse anche di più che all’altezza. E l’ho visto proprio durante la finale. Sai, viviamo in un paese in cui i giovani sono sempre messi da parte, no? Non si investe su di loro, e succede anche nel calcio femminile, come capita anche in quello maschile. Il fatto che Palmieri abbia investito principalmente sul settore giovanile femminile della Sampdoria, che è davvero forte, importante a livello nazionale nonostante le problematiche societarie, è stato davvero fondamentale. Quindi dobbiamo partire dal settore giovanile e farle esordire in Serie C, un campionato davvero difficile, però per la cattiveria agonistica che hanno, io credo che possiamo davvero fare tanto. Poi saranno affiancate dall’esperienza di Bianca Fallico e Amanda Tampieri che, portando la loro esperienza di anni e anni in Serie A, possono portare ad ambire davvero a qualcosa di importante».
La Sampdoria deve ambire a salire di categoria quindi in Serie B, quella che l’anno scorso le è stata negata. Sarà tra le candidate principali?
«Questa è una domanda particolare perché se ti dovessi dire la verità, la volontà c’è da parte del direttore Palmieri di voler ritornare addirittura nella massima serie, questo lo ha anche detto Amanda Tampieri in altre interviste. Il problema non sono loro, non è la Sampdoria Women, la questione da capire riguarda l’intenzione della società. Perché ad ora la proprietà si dice vicina, figurati che c’era anche Fredberg a vedere la finale, insomma, è stato lì con loro, però i progetti non sono chiari. C’è poca chiarezza da parte della società, nel femminile così come nel maschile. Lo spero, Palmieri e le giocatrici parlano di Serie A, ma dobbiamo vedere se la società garantisce il massimo campionato. E’ un grande punto interrogativo».
Si ringrazia Daniela Belmonte per la gentilezza e la cordialità dimostrate in questa intervista.