Hanno Detto
Lucchini: «Novellino mi voleva alla Samp! Mi chiamò anche il Genoa. Anno con Delneri? Non fu facile»

Stefano Lucchini, ex giocatore della Sampdoria, ha ripercorso in un’intervista la sua avventura in blucerchiato! I dolci ricordi
L’ex difensore della Sampdoria, Stefano Lucchini, è intervenuto nel podcast DoppioPasso, raccontando la propria esperienza a Genova. Quest’ultimo ha ripercorso i momenti salienti della sua carriera blucerchiata, svelando un interessante retroscena sul suo arrivo in squadra, maturato dopo una trattativa con altri club.
Durante l’intervista, Lucchini ha evidenziato l’impatto della scelta di trasferirsi alla Sampdoria, sottolineando come l’ambiente, la tifoseria e la struttura societaria abbiano contribuito a farlo crescere professionalmente. Le parole dell’ex difensore offrono uno sguardo diretto sul periodo vissuto in Liguria, tra sfide sul campo, relazioni con compagni e l’importanza di un club che ha segnato profondamente il suo percorso calcistico! Ve le proponiamo di seguito:
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AVANCES SAMP PASSATO – «La Sampdoria mi aveva cercato già l’anno precedente, ma l’Empoli aveva deciso di trattenermi. A volermi in blucerchiato era Walter Novellino. L’anno successivo, con il contratto in scadenza, a febbraio il mio procuratore mi informò che c’erano interessi sia dall’Atalanta sia dalla Sampdoria. Parlai con entrambe le società e inizialmente trovai l’accordo con l’Atalanta, perché percepivo un interesse più deciso. Poi mi contattò il mio ex presidente Cesare Fogliazza, che per me era come un secondo padre, chiedendomi perché non avessi scelto la Samp, e voleva farmi parlare con Marotta. Gli risposi che non c’era bisogno, la Sampdoria mi affascinava da tempo e alla Ternana, con Paolo Borea, avevo già sentito parole molto positive sull’ambiente blucerchiato».
CHIAMATA GENOA – «Intanto, ricevetti anche una chiamata dal Genoa, ma spiegai subito che la mia decisione era già presa: sarei andato alla Sampdoria. Così, alla scadenza del contratto con l’Empoli, iniziai la mia avventura in blucerchiato. Quel periodo fu segnato anche dalla nascita del mio primo figlio: dopo appena tre giorni dall’inizio del ritiro, corsi in ospedale da mia moglie. Quell’anno la Sampdoria partecipava all’Intertoto e io segnai all’esordio contro il Chernomore Varna. Il gol, nato da un calcio d’angolo perfetto battuto da Sergio Volpi, mi fece pensare che sarebbe stato solo il primo di molti, ma purtroppo rimase l’unico della stagione e dei successivi quattro anni».
ANNO DELNERI – «L’annata con Delneri non fu facile e ci furono momenti difficili: Cassano rimase fuori per cinque partite consecutive, ma nel frattempo arrivarono quattro vittorie e un pareggio. Fu una decisione tecnica, dettata dal periodo negativo: serviva una squadra più dinamica e pronta a correre. Antonio era fondamentale, ma quando i risultati tardavano, il mister scelse di operare un cambio drastico. Quella scelta diede un segnale chiaro e, al rientro di Cassano, il suo contributo fu ancora più incisivo. Da lì arrivò rapidamente la salvezza, e con la difesa ormai organizzata, in attacco con Cassano e Pazzini, affrontavamo chiunque con la certezza di non subire gol. Fu un’esperienza unica: quell’anno fummo la miglior difesa casalinga d’Europa insieme al Barcellona».