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Liverani: «Makoumbou è un giocatore forte e può integrarsi bene con Esposito. Di Pardo deve prendersi delle responsabilità» – ESCLUSIVA

Fabio Liverani ci ha concesso un’intervista nel corso della quale ha parlato dei suoi ex giocatori Antoine Makoumbou e Alessandro Di Pardo e non solo
Fabio Liverani ha parlato con noi in esclusiva toccando diversi temi relativi all’attualità della Sampdoria, reduce da due partite complicate. L’ex allenatore di Cagliari e Ternana ha rilasciato delle dichiarazioni su Bernardo Corradi, suo ex compagno di squadra oltre che relativamente a Antoine Makoumbou e Alessandro Di Pardo – allenati nell’esperienza in Sardegna. Le sue parole:
La Sampdoria ha scelto di affidarsi a Bernardo Corradi, con la quale in campionato sono arrivati un pareggio con il Cesena ed una sconfitta con la Juve Stabia. Cosa ne pensa del tecnico e delle prime uscite stagionali dei blucerchiati?
«Intanto credo che la scelta credo che se è condivisa, se è convinta, sia giusta. A prescindere Bernardo, che è stato un mio compagno di squadra, lo reputo un ragazzo intelligente, preparato e quindi sotto quel profilo poi bisogna iniziare. Quando uno deve iniziare ad allenare è normale che non può avere l’esperienza, però questo non vuol dire che non si può iniziare. Credo che il campionato di B sia di grande formazione e credo che il Doria sia una bellissima piazza, una bellissima realtà e quindi penso che sia un’opportunità che lui ha colto al volo e che vorrà sfruttare al massimo. Dare dei giudizi dopo due partite è molto difficile e complicato. Sicuramente la battuta d’arresto in casa può dispiacere, però insomma, sono due partite e credo che si siano giocate su degli episodi. Credo che la Samp che insomma non meritasse la sconfitta, quindi c’è il tempo per poter lavorare e riprendere il cammino. Non vedo grandi difficoltà sotto quella forma lì, perché solo solo due partite».
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A Genova è arrivato un giocatore che lei conosce bene avendolo avuto a Cagliari, Antoine Makoumbou. Che giocatore è e cosa può dare alla Samp?
«Makoumbou è un giocatore secondo me, nel senso che è un centrocampista che sa fare un po’ tutto, quindi non è un classico play, ma è un giocatore che sa giocare a calcio, ha fisicità e corsa. Quindi è un giocatore completo, insomma, per quello che riguarda il ruolo del centrocampista. E’ un ragazzo che avevamo scoperto a Cagliari quell’anno lì e lo prendemmo dal Maribor; ha fatto bene a Cagliari. Dopo ha scelto di andare in Turchia e quindi oggi rientra in Italia, per la Serie B è un acquisto di grande livello. Può dare tanto alla Samp. Ha caratteristiche diverse da Esposito, visto che al Doria c’è Esposito. Sicuramente lui è molto più play di Makoumbou. Makoumbou può giocare a due, può giocare a tre, può fare la mezzala, può fare il play. È un giocatore, che ha passo, qualità tecnica e inserimento, quindi è un giocatore sicuramente che può giocare anche insieme ad Esposito».
Un altro giocatore che lei ha allenato, sempre a Cagliari, è Alessandro Di Pardo. Crede che in blucerchiato abbia la possibilità di affermarsi definitivamente?
«Di Pardo arrivò da noi molto giovane, però è un giocatore che ha qualità importanti. Quindi oggi, se parliamo del Di Pardo di oggi, rispetto al mio periodo ha giocato tre o quattro anni, quindi sicuramente è più esperto e più pronto. E oggi alla Samo deve essere uno dei giocatori importanti, non più un giovane che si affaccia. Quindi sicuramente deve essere un po’ più leader e deve fare quel salto di qualità per le qualità che tutti gli riconoscono, deve portarle al 100% e fare una stagione da leader. Terzino o esterno? Io credo che lui possa fare tutte e due! Primo perché ha un motore importante, ha una corsa veramente di livello alto e ha una fisicità importante, quindi si può adattare sia in una difesa a quattro, che facendo il quinto».
Crede che la Sampdoria per com’è stata costruita possa ambire alla promozione in Serie A?
«Io credo che tranne il Palermo, la quale secondo me è una fuoriserie, ci siano possibilità per tutte. E’ un campionato bello per questo, perché tutti possono ambire a fare bene con il lavoro, con i calciatori, con l’entusiasmo e con la voglia di arrivare. Penso che la Samp per storia debba ambire a non fare dei campionati anonimi o di partecipazione e basta, a mantenere la categoria. Poi, tra esserlo e diventarlo… ci vuole del tempo, bisogna diventare squadra, però il Doria non può non partire per provare a vincere. Poi si può vincere direttamente, si possono fare i playoff, però credo che la Sampdoria per storia e anche per il mercato che ha fatto quest’anno, deve immaginare di poter stare dentro ai playoff e poi vedere quello che succederà dopo».
Si ringrazia Fabio Liverani per la gentilezza, la disponibilità e la cordialità dimostrate in questa intervista