
Enrico Nicolini, ex giocatore blucerchiato, ha commentato la sconfitta della Sampdoria allo stadio Martelli contro il Mantova. Le dichiarazioni
Inizio di stagione choc per la Sampdoria, alla ricerca della prima vittoria. La formazione di Corradi è uscita sconfitta ieri dalla trasferta dello stadio Martelli contro il Mantova, complicando dopo quattro giornate la posizione in classifica e la permanenza del tecnico in panchina. Della prestazione dei blucerchiati ha parlato durante Forever Samp, su TeleNord, l’ex blucerchiato Enrico Nicolini:
RESPONSABILITA’ – «L’allenatore ha le sue responsabilità, tuttavia pesano tantissimo le sviste dei singoli e i difetti di lettura. Un difensore centrale deve essere in grado di intercettare con facilità ogni pallone che gli arriva di fronte, invece finiamo costantemente per dover rincorrere gli avversari».
SPIRITO DI GRUPPO E SINGOLI – «Vedere i calciatori lottare piace alla gente, ma l’impegno va canalizzato con intelligenza ed evitando sanzioni evitabili a inizio gara. Escludendo l’estremo difensore, tre degli interpreti odierni non meritavano la titolarità: Cicconi, Gartenmann e Tutino. La retroguardia, assieme al portiere, ha regalato un gol agli avversari; Tutino è stato totalmente inoffensivo, mentre Cicconi ha evidenziato limiti in ambedue le fasi, risultando meno incisivo nei cross e nella spinta. Oltre allo spirito, serve sapere cosa fare: all’interno del gruppo occorre coesione, disciplina e rispetto reciproco delle gerarchie per superare le difficoltà, senza scaricare le colpe sui compagni».
BEGIC E DIFFICOLTA’ A SEGNARE – «Considerato da tutti un punto di forza all’inizio della stagione, Begic si è rivelato del tutto impalpabile e fuori dalla manovra, anche a causa dei recenti problemi fisici e di un contesto tattico non favorevole. La sua prova si è attestata sui medesimi livelli insufficienti di Tutino. Da un calciatore di questo livello ci si aspetta sempre uno spunto o una combinazione valida quando ha la sfera tra i piedi, al di là del ruolo o del sistema di gioco adottato».
GERARCHIA E GESTIONE RIGORI – «In qualsiasi categoria la scelta del rigorista è stabilita prima di scendere in campo. Se il designato non è presente o non se la sente, può subentrare un compagno pronto a prendersi la responsabilità, a prescindere dai minuti giocati. Diventa invece un fatto grave qualora il primo della lista fosse disponibile e la palla gli venisse sottratta con arroganza da un altro giocatore: in uno scenario simile è obbligatorio l’intervento fermo dell’allenatore».