Vialli, il retroscena di Mauro: «Avrebbe allenato solo Sampdoria o Juventus! Era felice di lavorare con Mancini» - Samp News 24
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Vialli, il retroscena di Mauro: «Avrebbe allenato solo Sampdoria o Juventus! Era felice di lavorare con Mancini»

Massimo Mauro ricorda Gianluca Vialli al Festival dello Sport di Trento: dal ruolo decisivo nella Sampdoria dello Scudetto ai retroscena sulle offerte rifiutate e non solo

Il ricordo di Gianluca Vialli continua a essere fortissimo, soprattutto quando a raccontarlo sono le persone che gli sono state più vicine. Nel corso del Festival dello Sport di Trento, durante il panel “Vialli Forever”, Massimo Mauro ha condiviso alcuni retroscena personali sull’ex attaccante di Sampdoria, Juventus e Chelsea, soffermandosi in particolare sul suo rapporto con il mondo blucerchiato e sulle scelte compiute dopo la carriera da calciatore.

Tra i temi affrontati, anche la capacità di Vialli di tenere unito il gruppo della Sampdoria che riuscì a conquistare lo storico Scudetto nella stagione 1990/91. Un aspetto che, come raccontato da Mauro, era motivo di grande ammirazione anche per chi osservava quella squadra dall’esterno.

Vialli, il segreto dello Scudetto era il gruppo

Massimo Mauro ha ricordato così la forza dello spogliatoio blucerchiato costruito anche attorno alla figura di Vialli: «Ero invidioso di come lui riusciva a tenere unita la Sampdoria per arrivare a vincere lo Scudetto. Io ero alla Juventus in quel periodo ma da lontano invidiavo questo aspetto che c’era grazie a lui: la sua Samp metteva davanti a tutto e all’amicizia».

Un legame umano che andava ben oltre il semplice rapporto tra compagni di squadra e che contribuì a rendere quella Sampdoria una delle formazioni più iconiche della storia del calcio italiano.

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Vialli e il retroscena sulle panchine rifiutate

Il passaggio più sorprendente riguarda però il futuro di Vialli da allenatore. Secondo quanto raccontato da Mauro, l’ex centravanti avrebbe preso in considerazione soltanto due club:

«C’è una cosa che non ho mai raccontato. Lui avrebbe fatto l’allenatore solo alla Juventus ed alla Sampdoria. Ha ricevuto proposte straordinarie, ma ha detto no dicendo: se faccio l’allenatore, solo Juventus o Sampdoria. Lo chiamò il Parma di Tanzi, la Roma. Lui avrebbe dovuto fare il presidente o di una squadra di calcio – e anche in quel caso solo per Samp o Juventus – o della FIGC. Non dico questo perché fosse superbo, ma perché lavorava bene solo se riusciva a creare le condizioni anche dal punto di vista umano. Quindi altre squadre non se le sentiva come Samp e Juve».

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La felicità per il ritorno in Nazionale

Un capitolo altrettanto importante fu quello della Nazionale italiana. Nel novembre 2019 Vialli entrò nello staff azzurro come capo delegazione, lavorando accanto al grande amico Roberto Mancini e vivendo poi il successo di Euro 2020. Mauro ha ricordato così il momento in cui arrivò la chiamata della FIGC:

«Lì era l’uomo più felice del mondo, quando lo chiamò Gravina rispose: ‘Firmo fra mezz’ora’. Era davvero contento di tornare ad occuparsi della Nazionale e di lavorare al fianco di Mancini».

Un’esperienza che gli permise di tornare a vivere il calcio quotidianamente e di farlo al fianco di Mancini, con il quale aveva condiviso gli anni indimenticabili alla Sampdoria.

Le parole di Massimo Mauro aggiungono dunque nuovi dettagli a una storia già profondamente legata ai colori blucerchiati. Vialli non fu soltanto uno dei protagonisti tecnici della Sampdoria dello Scudetto, ma anche uno dei simboli umani di quella squadra.

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