
Marco Lanna, brand ambassador della Sampdoria, si è espresso in occasione dell’inaugurazione di Piazzale Paolo Mantovani. Cosa filtra
L’inaugurazione del Piazzale Paolo Mantovani a Bogliasco ha rappresentato anche l’occasione per ripercorrere una delle pagine più importanti della storia della Sampdoria. Tra i presenti c’era Marco Lanna, oggi brand ambassador del club e protagonista in campo durante l’epoca del presidente blucerchiato. Cresciuto nel settore giovanile della Samp, Lanna ha vissuto direttamente gli anni più significativi della società, entrando a far parte di una squadra rimasta nella memoria dei tifosi.
Nel ricordare Mantovani, l’ex difensore si è concentrato soprattutto sugli aspetti umani di quell’esperienza e sui valori trasmessi dal presidente, elementi che hanno accompagnato il gruppo dentro e fuori dal terreno di gioco. Vi riportiamo le dichiarazioni riprese da Telenord:
CRESCITA RAGAZZI – «Ha cresciuto un gruppo di ragazzi che sono diventati uomini, con dei valori molto importanti, in buona parte a merito suo».
GRUPPO – «Il calcio è fatto di undici giocatori, ora anche di più, però in campo per raggiungere quell’obiettivo devi essere un gruppo molto forte. Devi aiutare i compagni, essere sempre a disposizione degli altri».
STILE – «È sempre stata una squadra che non ha mai creato problemi a livello arbitrale, non ha mai creato problemi con interviste polemiche, perché lui voleva questo. Poi interveniva lui quando erano i momenti difficili, però in campo c’è sempre stata grande correttezza».
PERCORSO GIOVANILI – «Io arrivavo dalla Primavera, quindi ero un prodotto, un cucciolotto da crescere».
MANTOVANI – «Paolo era bravissimo nello scegliere le persone di cui attorniarsi. Ogni volta che parlavi con Borea, con Boscov, andavi in sede a parlare con i ragazzi che lavoravano in sede, era veramente una grande famiglia e potevi sempre avere qualche insegnamento da tutti».
SETTORI – «Lo stile era univoco, in tutti i settori della società c’era quel modo di vivere, di pensare e lo respiravi. Quindi poi era naturale crescere con quel tipo di atmosfera».
VALORI – «La grande problematica è che Paolo era unico, è stato unico. La voglia c’è, non sarà un processo a breve termine, però l’idea è quella di riportare quei valori e quello stile sia interno alla Sampdoria ma anche fuori, per trasmetterlo a tutti quanti».
RITORNO – «È la terza volta che torno, perché poi sono andato via nel 1993, sono tornato nel 2002, sono ritornato nel 2022 e adesso sono nuovamente qua. Ritornare a casa è sempre piacevole, nei vari ruoli che ho avuto è sempre stato un piacere, con la grande voglia di fare bene».
DIFFICOLTA’ – «Le difficoltà sono tante, però credo che la Sampdoria debba tornare ad avere il suo stile, avere i suoi valori e deve essere una società riconoscibile proprio per questo».
PROGETTO – «Portiamo avanti questo progetto con calma, ma più rapidamente possibile».
Ultimissime Sampdoria LIVE: le condizioni di Sinani e il possibile ritorno di Pierini