Bellucci durissimo: «Situazione inspiegabile, si commettono errori societari! La Serie A deve essere l'obiettivo minimo»
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Bellucci durissimo: «Situazione inspiegabile, si commettono errori societari! La Serie A deve essere l’obiettivo minimo»

Claudio Bellucci, ex giocatore della Sampdoria, ha rivolto una forte critica nei confronti della dirigenza blucerchiata. Spazio anche per i ricordi doriani

L’ex attaccante della Sampdoria Claudio Bellucci ha analizzato il difficile momento attraversato dalla società blucerchiata, soffermandosi sulle responsabilità dirigenziali e sulle ambizioni che un club così prestigioso dovrebbe avere. Nel corso di un’intervista concessa a Derby Derby Derby, l’ex calciatore ha espresso tutta la propria amarezza per una situazione che continua a ripetersi nonostante i numerosi cambiamenti effettuati negli ultimi anni.

«È un discorso particolare. La Samp è entrata in un circolo vizioso dal quale non riesce più a uscire e non riesce a ritagliarsi un ruolo importante nel calcio italiano. È una situazione davvero difficile da spiegare. Una società che ha 23-24.000 abbonati in Serie B, con uno stadio quasi sempre pieno, dovrebbe avere altre ambizioni. Eppure, la squadra fa fatica anche solo a raggiungere la salvezza. È inspiegabile quello che sta succedendo. Evidentemente si commettono degli errori a livello societario. Sono stati cambiati tanti allenatori ma per vincere la Serie B serve un tecnico vincente in questa categoria. Ci sono molti esempi: il Frosinone con Alvini, il Venezia con Stroppa, Pecchia e tanti altri. Bisogna investire e spendere più soldi. Quando sei in Serie B e ti chiami Sampdoria, devi avere come obiettivo tornare in Serie A. Questo è assolutamente il minimo».

L’ex attaccante ha poi ripercorso alcuni dei momenti più emozionanti della propria carriera, ricordando in particolare la doppietta realizzata contro l’Arsenal con la maglia blucerchiata e la rete segnata alla Juventus durante la sua esperienza al Napoli.

RICORDI PIÙ BELLI – «Alla Sampdoria, sicuramente, i due gol all’Arsenal. Ero poco più che maggiorenne e il mio allenatore, Eriksson, mi fece entrare a cinque minuti dalla fine. Riuscii a segnare due gol incredibili. È un ricordo che mi lega particolarmente a quella squadra, perché mi ha dato lo slancio per iniziare e proseguire alla grande la mia carriera. Del Napoli non dimenticherò mai il gol che realizzai contro la Juventus. Pensare al boato dello stadio mi fa ancora venire i brividi. L’allora San Paolo era stracolmo di tifosi perché sappiamo quanto sia importante per i napoletani la partita contro la Juventus».

L’ESPERIENZA AL BOLOGNA – «A Bologna il mio primo anno da capitano è stato davvero emozionante. Giocare con calciatori forti come Beppe Signori e Pagliuca è stato molto importante per me. Anche essere nuovamente allenato da Carlo Mazzone è stato eccezionale. Bologna è stata una piazza speciale. Lì sono cresciuti i miei figli. È un ambiente al quale sono molto legato. Ho sentito anche Lorenzo De Silvestri parlare di Bologna con lo stesso affetto con cui ne parlo io. È una città che porto davvero nel cuore e alla quale sono molto affezionato».

Infine, Bellucci ha ricordato il suo ritorno alla Sampdoria, un passaggio particolarmente importante nella parte conclusiva della sua carriera. L’ex attaccante ha sottolineato il ruolo avuto dall’allora presidente Riccardo Garrone e dal dirigente Giuseppe Marotta, ringraziandoli per avergli permesso di tornare a vestire la maglia blucerchiata.

«Infine, il ritorno alla Sampdoria è stato speciale. Ci tenevo fortemente ad andare in doppia cifra anche con la Samp. Devo ringraziare il presidente Garrone e Marotta, che all’epoca era il direttore generale. Riuscire a raggiungere la doppia cifra è stato come chiudere il cerchio della mia carriera.»

Le parole dell’ex attaccante testimoniano quanto sia ancora forte il suo legame con i colori blucerchiati. Un sentimento che rende ancora più significativa la sua analisi sulla crisi societaria e sportiva: secondo Bellucci, la Sampdoria deve ritrovare una programmazione all’altezza della propria storia, investendo con maggiore convinzione per costruire una squadra capace di puntare concretamente al ritorno nella massima serie.

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