Salis: «Il Ferraris lo vedrò ristrutturato da sindaca. Contestazione dei tifosi? C'è il rischio che si senta poco la società»
Hanno Detto

Salis: «Il Ferraris lo vedrò ristrutturato da sindaca. Contestazione dei tifosi? C’è il rischio che si senta poco la società»

Silvia Salis, sindaca di Genova, ha rilasciato delle dichiarazioni tanto sulla sua fede per la Sampdoria quanto sulla contestazione della tifoseria

La Sampdoria, il rapporto tra società e tifoseria e il futuro dello stadio Luigi Ferraris. Sono questi alcuni dei temi affrontati dalla sindaca di Genova Silvia Salis, intervenuta ai microfoni di Telenord. La prima cittadina ha ripercorso il proprio legame con i colori blucerchiati, soffermandosi anche sulle difficoltà che caratterizzano il rapporto tra proprietà e sostenitori.

Uno degli argomenti più importanti riguarda la riqualificazione dello stadio Luigi Ferraris, impianto storico condiviso da Sampdoria e Genoa. Silvia Salis ha manifestato ottimismo sulla possibilità di vedere completati gli interventi durante il proprio mandato amministrativo. «Lo stadio Ferraris ristrutturato lo vedrò da sindaca in carica. Nel primo mandato, intendo, un po’ di ottimismo». Una dichiarazione che testimonia la fiducia della sindaca nei confronti del progetto di ammodernamento dell’impianto genovese.

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Salis ricorda gli anni dello scudetto della Sampdoria

Nel corso dell’intervista, la prima cittadina ha raccontato anche le origini della propria passione per la Sampdoria. Un sentimento trasmesso dal padre e alimentato dalle emozioni vissute durante uno dei periodi più gloriosi della storia blucerchiata.

«A livello familiare ha iniziato a portarmi mio papà allo stadio e, diciamo, mi ero abituata bene. Quando ero una bambina piccola erano anni belli per la Sampdoria. Sono nata nell’85, quindi i primi anni 90 andavo allo stadio con papà e ho visto lo scudetto a sei anni. Mi era sembrato normale, questa cosa, invece no».

Un ricordo legato inevitabilmente allo storico scudetto conquistato dalla formazione allenata da Vujadin Boskov nella stagione 1990-1991, un successo rimasto impresso nella memoria di diverse generazioni di sostenitori blucerchiati.

Sampdoria, Salis sulle contestazioni: il problema dell’identità societaria

Particolarmente significativo anche il passaggio dedicato alle contestazioni dei tifosi nei confronti della società. Silvia Salis ha affrontato il tema allargando il ragionamento ai cambiamenti che hanno interessato il mondo del calcio negli ultimi decenni.

«Sicuramente serve un po’ di tranquillità in generale, nelle squadre sportive, al di là della Sampdoria. Serve un’identità della società o della squadra. Sono passati ovviamente i tempi, decenni, dai tempi in cui c’erano le famiglie che gestivano le squadre, che le motivavano e che personalmente andavano al campo. Ai tempi c’era un’identità molto riconoscibile tra la proprietà e poi i giocatori e la tifoseria. È chiaro che questo negli anni è cambiato molto, le proprietà delle squadre sono diventate molto diverse, il rischio è che poi si senta poco la presenza nel bene e nel male».

Il messaggio della sindaca mette dunque al centro un elemento preciso: l’importanza di un’identità societaria riconoscibile e di un legame concreto tra proprietà, squadra e tifoseria.

Un tema particolarmente sentito nell’ambiente blucerchiato, dove il rapporto tra sostenitori e dirigenza continua a rappresentare uno degli aspetti più delicati. Per Salis, la trasformazione delle proprietà calcistiche ha modificato profondamente gli equilibri del passato, rendendo più difficile percepire quella vicinanza che un tempo caratterizzava la gestione familiare dei club.

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