2014

Addio a Enrico De Franceschini, presidente blucerchiato per un anno

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Dopo la scomparsa di Paolo Borea, il mondo della Sampdoria piange un’altra perdita quella di Enrico De Franceschini, armatore genovese e personalità di spicco in ambito internazionale, che ricoprì la carica di presidente dell’U.C. Sampdoria per un anno, dal 1965 al 1966.

Un presidente che amava follemente i colori della Sampdoria, che successe a Glauco Lolli Ghetti in un periodo difficile per la società blucerchiata. Grazie all’abilità di questo presidente, la Sampdoria riuscì a risollevarsi grazie anche all’arrivo a Genova di Fulvio Bernardini, il mister che prima riportò la Sampdoria nella massima serie dopo solo una stagione in cadetteria e poi fece di tutto per allontanare la sua squadra dalla zona calda della classifica di Serie A.
Il “gatto” – soprannome che venne affibbiato a De Franceschini per la sua astuzia negli affari – ricoprì successivamente la carica di vice presidente, lasciando nelle mani di Arnaldo Salatti, un costruttore edile genovese, il compito di numero uno della Sampdoria.

Uomo di affari che seppe costruirsi attorno a se una grande notorietà, nonostante conducesse uno stile di vita caratterizzato da molta indiscrezione. Il suo quartier generale era stabilito a Genova, ma De Franceschini era poco presente sotto la Lanterna in quanto i suoi impegni lo spingevano lontano dalla Superba: Parigi, Teheran, Montecarlo le mete più usuali dell’ex presidente blucerchiato per concludere trattative e affari con pezzi importanti della società economica del tempo. Un “esploratore di affari” lo hanno definito gli amici, ma soprattutto un presidente e tifoso della Sampdoria, che fino all’ultimo è rimasto legato al filo blucerchiato.

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