2014

Avv. Romei: «Allibito dalla sentenza su Ferrero»

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Nella giornata di ieri la Giustizia Sportiva ha inflitto al Presidente della Sampdoria Massimo Ferrero 3 mesi di inibizione più svariati euro di multa, con ulteriori 35.000€ di sanzione anche alla società blucerchiata per responsabilità oggettiva per le dichiarazioni colorite del patron doriano sul presidente dell’Inter Erick Thohir, definito “filippino” nel corso di Stadio Sprint. 

La sanzione potrebbe anche essere condivisibile, se quanto avvenuto in questi mesi con altri soggetti fosse stato trattato alla stessa maniera: per questo motivo il sito ufficiale del Doria ha contattato l’avvocato Romei, spalla del presidente Ferrero, che ha così commentato la squalifica a Ferrero: «Parlo a titolo personale, non avendo assunto la difesa del presidente Ferrero e della Sampdoria nel giudizio che si è concluso con una pesantissima e a mio avviso ingiustificata condanna. Sono allibito e sempre più convinto che sia stato preso un gigantesco abbaglio, attribuendo ad una battuta un significato discriminatorio che non le apparteneva. Anzi, è la stessa sentenza che diventa discriminatoria quando fa discendere dal semplice richiamo al popolo delle Filippine un significato di discriminazione».

«È l’ennesima dimostrazione che il calcio italiano è rimasto ancorato a vecchie logiche che respingono, appena possibile e a prescindere dai singoli episodi, chi cerca di proporre novità non legate a stereotipi antiquati ed ipocriti. Il presidente Ferrero, da quando è diventato presidente della Samp, si sta adoperando per un calcio diverso, vero, vicino alla gente e lontano anni luce da quello che abbiamo vissuto, ma persino l’ironia non è tollerata, viene scambiata per ‘scherno, dileggio e discriminazione’, e viene sanzionata duramente. Se venisse usato lo stesso metro di giudizio, affermazioni che sentiamo ogni settimana, e che risultano ben più gravi, dovrebbero portare a condanne di anni».

«Nel calcio si parla tanto e molti godono di una sorta di impunità; c’è chi si lamenta, attaccando la classe arbitrale al minimo presunto errore, senza neppure aspettare di rivedere le immagini televisive. E in alcuni casi che succede? Niente, oppure decisioni clementi… Dopo 15 giornate di campionato, la Sampdoria, il suo presidente e il suo allenatore non hanno detto una sola parola sugli arbitri, non hanno dato spazio ad alcuna  protesta, al più qualche battuta per sdrammatizzare. Siamo stati i primi critici di noi stessi e mai degli altri. Perché la Sampdoria ha il massimo rispetto per i giudici, per le istituzioni, per la classe arbitrale, per tutti coloro che sono componenti fondamentali del gioco più bello del mondo». 

«Adesso non possiamo non interrogarci su un sistema che tollera fatti e affermazioni assai gravi e poi condanna con severità esemplare una battuta. Su un sistema che giudica ironica una frase sulle banane e che invece attribuisce valenza discriminatoria all’aggettivo filippino. Su un sistema che adotta due pesi e due misure. Prendiamo atto. È un monito – conclude l’avvocato Romei – a essere ben vigili, perché non abbiamo la memoria corta e vogliamo solo un calcio diverso, che sia credibile, anche e soprattutto nelle sue istituzioni. Noi e il presidente Ferrero continueremo a vivere il calcio con serietà, serenità e allegria, condannando chi alza i toni e qualunque forma di violenza, anche verbale. Noi amiamo questo sport e chi lo pratica, anche da semplice tifoso, con passione e dedizione, ogni settimana».

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