2015

Balleri: «Montella contro Mihajlovic, bella sfida. Stanno facendo una gran carriera»

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Oggi allena nelle categorie giovanili del Livorno, sua squadra del cuore e città che gli ha dato i natali. Per molti tifosi, però, David Balleri è rimasto nella memoria, per quei suoi quattro anni trascorsi alla Samp. Nella Genova blucerchiata è rimasto fino al 1999 e c’è una rete che nessuno ha dimenticato: un missile nel 3-0 a domicilio alla Juventus che poi sarebbe diventata campione d’Europa qualche settimana più tardi.

Ai microfoni de “Il Secolo XIX”, l’ex difensore blucerchiato ha parlato di Sinisa Mihajlovic e Vincenzo Montella, che domani sera si sfideranno dalle panchine di Samp e Milan: «Sono sempre stati due vincenti. Le bombe di Sinisa, i gol di Vincenzo: per me sono due amici veri, ma domani sera tiferò Samp. A Genova ho vissuto gli anni migliori da calciatore e ho pure conosciuto mia moglie». Non solo, perché i compagni sono stati di alti livello: «Ho legato molto con Sinisa e Vincenzo. Con il primo sono stato compagno di camera per tre anni nei ritiri, col secondo ho vissuto per un periodo nella stessa palazzina, dove c’era anche Laigle. In campo volevano solo vincere, ma fuori erano due simpaticoni».

Balleri ricorda prima alcuni frammenti del Sinisa blucerchiato: «Da lui ho imparato molto: aveva la mia stessa età, ma aveva già vinto molto con la Stella Rossa a Belgrado. Mi ha fatto capire cos’è esattamente la cattiveria agonistica. E poi aveva un piedino incredibile. A fine allenamento provava le punizioni e io mi mettevo seduto dietro la porta, magari a una decina di metri di distanza. Se mi avesse colpito, sarebbero stati dolori… ma visto che la buttava quasi sempre dentro il sacco, il rischio era calcolato».

Su Montella, invece, il profilo tracciato è diverso: «Sono arrivato con lui alla Samp nel 1995: lui era al Genoa e mi aveva impressionato. Aveva la pubalgia e non poteva allenarsi, ma segnava a raffica. Poi alla Samp ha spiccato il volo: segnava da ogni posizione, era micidiale. Difficile scegliere tra il suo sinistro e quello di Sinisa». Però per nessuno dei due avrebbe pronosticato un futuro da tecnico: «Eravamo troppo giovani all’epoca e pensavamo tutti al Mancio, che era già il nostro allenatore in campo. Però sono sempre stati due vincenti. Con Montella ho fatto il corso di Coverciano: è un perfezionista».

Da allenatori forse sono diversi rispetto a quando giocavano: «Stanno facendo una gran carriera. Mihajlovic è bravissimo a trasmettere il suo carattere alla squadra: in poco tempo aveva rivoltato la Samp come un calzino. L’anno scorso lo sono andato a trovare, presto andrò anche da Montella. Vincenzo punta molto sul palleggio e sulla qualità: anche al Doria farà vedere il suo gioco». E sulla gara di domani sera: «Bella tosta. Il Milan per me è in crescita e sa che deve vincere, ma anche la Samp non può perdere. Inutile dirlo: mi spiace per Sinisa, ma forza Samp!».

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