Addio a Battara, leggendario numero uno della Sampdoria: il cordoglio del club per la scomparsa del mito
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Addio a Battara, leggendario numero uno della Sampdoria: il cordoglio del club per la scomparsa del mito

Lutto in casa Sampdoria: si è spento a 90 anni Pietro Battara, storico portiere e simbolo blucerchiato. Il cordoglio del club

Il mondo della Sampdoria piange la scomparsa di Pietro Battara, storico protagonista della storia blucerchiata, morto all’età di 90 anni. Una figura rimasta nel cuore del club e dei tifosi per il suo lungo legame con la società doriana. Il club, attraverso un comunicato ufficiale, ha espresso il proprio cordoglio ricordando il mito. Il suo nome resterà per sempre legato ai colori blucerchiati, rappresentando una parte importante della memoria della squadra e della sua tradizione. Un addio che lascia un vuoto profondo nell’ambiente.

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COMUNICATO – «L’ardente scudo cucito sopra il cuore e una divisa capace di fare epoca. La maglia nera, il colletto e i polsini blu: in porta, manco a dirlo, gioca Battara. Da Batman a pionere dei preparatori per portieri, passando per tuffi, uscite e consigli, prese basse e prese alte. Questo – e non solo – è stato Pietro Piero Battara per l’Unione Calcio Sampdoria. 243 presenze che lo hanno reso un autentico mito blucerchiato. Un mito che se n’è andato oggi, all’età di 90 anni, ma che resterà per sempre nella storia del nostro club.

Nato a Torino il 21 luglio 1936 ma rifugiatosi presto con la famiglia a Bomporto, nel Modenese, fece ritorno in Piemonte una volta conclusa la Seconda Guerra Mondiale. E, un po’ per caso, tra i campetti degli oratori torinesi, cominciò la sua vita da numero uno. Nel calcio professionistico approdò grazie al Vicenza che nel 1961 lo cedette alla Sampdoria. Non fu amore a prima vista: dovette infatti attendere qualche stagione e l’arrivo di Fulvio Bernardini in panchina per conquistarsi la piena titolarità, poi Piero non la mollò più. Dotato di un gran fisico, riflessi pronti e un coraggio fuori dal comune, Battara divenne idolo della Sud nell’anno dell’immediata promozione in Serie A (’66/67) e delle salvezze successive, esaltandosi soprattutto in memorabili sfide con il Napoli al “San Paolo”.

Ceduto al Bologna nel ’72 e appesi i guanti al chiodo nel ’74, fu pionere a Coverciano nel ruolo di allenatore specifico dei portieri, vesti in cui tornò a Genova nello staff tecnico dell’ex compagno doriano Vujadin Boškov, allevando per anni il migliore estremo difensore di sempre: quel Gianluca Pagliuca che oggi, come noi, lo piange commosso e riconoscente come un autentico maestro.

Alla famiglia Battara, al figlio Massimo e al nipote Daniele le più sentite condoglianze da parte della società».

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