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Bellotto cuore Samp: «Questa squadra ti lascia qualcosa dentro»

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L’ex allenatore della Sampdoria Gianfranco Bellotto racconta la sua passione per i colori blucerchiati

Prima da calciatore negli anni ’80, dal 1981 al 1984, poi da allenatore nella stagione 2001/2002 dove riuscì a conquistare la salvezza all’ultimo da una possibile e terrificante Serie C. Gianfranco Bellotto in blucerchiato ha vissuto sia i momenti belli che quelli più bui, un’esperienza che non poteva che lasciare sentimenti profondi nei confronti dei colori più belli del mondo: «Per me la Sampdoria rappresenta qualcosa di importantissimo, ho avuto soddisfazioni sia professionali che morali di grande caratura: venivo da 4 anni di Ascoli e ho avuto il piacere di conoscere il Dottor Nassi e la famiglia Mantovani. Sono venuto alla Samp, ho vinto il campionato e segnato un gol importante come quello di Bari. Paolo Mantovani – racconta Bellotto ai microfoni di SampTV  era una persona immensa, nonostante fossi il più anziano della squadra mi ha insegnato tantissimo: sapeva leggere le persone con cui dialogava. Ulivieri? Un grande professionista, sono contento abbia raggiunto certi traguardi come ora all’AssoAllenatori». 

BELLOTTO: «LA SAMP TI RESTA DENTRO» – Si passa poi alla difficile stagione 2001/02, quella in cui i blucerchiati rischiarono seriamente la retrocessione in Serie C ma riuscirono a salvarsi nelle ultime giornate prima dell’inizio della bellissima era Garrone: «La Sampdoria 2001/02? Era un’ottima squadra ma che si è trovata inguaiata in una stagione dove ogni gara era una sfida salvezza. Quella salvezza fu sofferta, ma ci ho creduto immensamente e insieme ai giocatori, alla società e alla tifoseria abbiamo mantenuto la categoria e ora siamo in Serie A. Quell’anno mi ha lasciato qualcosa dentro, le mie nipotine mi chiedono per che squadra tifo, e io rispondo sempre che sono tifoso della Sampdoria». 

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