
Claudio Bellucci, ex attaccante della Sampdoria e compagno di reparto di Antonio Cassano per due stagioni e mezzo, ha analizzato il successo sul Catanzaro e l’impatto di Lorenzo Insigne
La vittoria contro il Catanzaro può rappresentare un passaggio importante per la stagione della Sampdoria, chiamata ora a dare continuità ai risultati dopo un avvio complicato. A commentare il momento blucerchiato è stato Claudio Bellucci, ex attaccante del club ligure e grande conoscitore dell’ambiente. Per Bellucci, i tre punti ottenuti nell’ultimo turno avevano un’importanza particolare per il percorso del Doria. Le sue parole:
«Era un passaggio fondamentale da superare. È stata ancora una volta confermata una vecchia legge del calcio, gol sbagliato (da Pecorino n.d.r.), gol subito. Innanzitutto vederlo giocare con la maglia della Sampdoria mi fa piacere, finalmente la numero 10 è tornata a un giocatore forte. Sta ritrovando la condizione, a Pescara pur non giocando al 100% stava per fare il miracolo con una squadra ultima in classifica, scelta solo per il rapporto con il presidente».
A colpire Bellucci non è stato però soltanto ciò che Insigne ha mostrato tecnicamente.
«Mi è piaciuto quando era in panchina, in piedi a sostenere i compagni, da leader non solo tecnico. E’ un segnale importante, potrebbe vivere alla giornata, pensare male che vada gioco trenta partite. Non è così, trasmette questa voglia di fare bene, di aiutare tutti, va a prendere la palla dove c’è la necessità. L’avevo incontrato alla riunione delle Napoli Legend e l’ho trovato consapevole che può dare ancora molto, vuole scrivere ancora pagine importanti in campo. L’ambiente, Bogliasco, Genova, Sampdoria, e il clima favorevole aiutano a fare bene e conta molto Attilio Lombardo, che lo conosceva bene, hanno vinto un Europeo insieme».
Bellucci e il paragone tra Insigne e Cassano
Il confronto con Antonio Cassano è inevitabile per chi, come Bellucci, ha condiviso con FantAntonio due anni e mezzo in blucerchiato. Il peso specifico all’interno della squadra può essere simile, anche se le caratteristiche sono differenti.
«Insigne deve trascinare come carattere e giocate. Se sta bene sulle gambe diventa quasi impossibile sostituirlo, può diventare decisivo con un angolo, punizione laterale, un tiraggiro. Davanti alla porta non gli tremano le gambe, fare gol diventa la cosa più naturale di questo mondo. Il paragone ci può stare come peso nella squadra, Lorenzo è, però, molto più dedito al sacrificio, è stato educato a partecipare alla fase di non possesso. Antonio si accendeva cinque minuti e faceva la differenza, soprattutto in casa. Era stato bravissimo Mazzarri tatticamente, facevo il falso nueve e non davamo riferimenti, ricordo sette vittorie per 3-0 a Marassi solo nella prima stagione. Giocavamo il 3-5-2 e Cassano era esentato da qualsiasi compito di copertura».
Insigne seconda punta con Lauritsen
Un’altra possibilità riguarda l’utilizzo di Insigne accanto a Tobias Lauritsen, soluzione che secondo Bellucci può funzionare a patto di lasciare libertà al numero 10 di partire dalla zona preferita.
«Certo, ma alla Cassano, deve partire da sinistra. In questo modo, con il piede forte, il destro, può assicurare cambio gioco, gol, assist, scaricare e andare dietro alla palla. Sono giocatori di istinto, attratti da quella posizione, perché diventano imprendibili. Insigne può vedere gioco come nessuno in serie B, ma Antonio è stato di un altro pianeta per almeno due anni e mezzo».
Parole che fotografano le aspettative intorno a Insigne, chiamato ora a trasformare qualità, esperienza e leadership in un fattore determinante per il cammino della Sampdoria.
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