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Bereszynski-Sala, un dualismo sulla destra fatto più di ombre che di luci

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Così come la fascia sinistra non ha mai trovato un interprete fisso e completamente affidabile, in casa blucerchiata persiste il problema dell’out difensivo di destra: né il polacco prelevato a gennaio, né l’ex Hellas Verona sono riusciti a convincere pienamente nelle vesti di terzino destro

Una poltrona per due: questa è, attualmente, la situazione della fascia destra della Sampdoria, a livello difensivo. Sì, perché, nonostante Sala abbia ricevuto da inizio stagione i galloni da titolare, i costanti infortuni che hanno martoriato l’ex Hellas Verona hanno permesso ai suoi “rivali di ruolo” – prima Pereira, ora Bereszynski – di giocare molte più partite di quanto sarebbe lecito aspettarsi per una cosiddetta riserva. Per venire alla situazione attuale, va detto però che l’out difensivo destro della Sampdoria rappresenta un problema piuttosto importante per mister Giampaolo, dato che né Sala né Bereszynski hanno dimostrato di essere completamente affidabili. Analizziamo innanzitutto il polacco. Arrivato a gennaio dal Legia Varsavia, era normale aspettarsi un inizio difficile, soprattutto per via degli scogli linguistici: la comprensione dell’italiano è fondamentale per comprendere tutte le mansioni di cui ci si deve far carico in partita, e, in generale, l’adattamento al calcio nostrano non è sempre immediato. Elementi, questi, sempre sottolineati anche mister Giampaolo ogni volta che, in conferenza stampa, gli è stato chiesto del terzino polacco, evidenziando comunque che l’impegno negli allenamenti, da parte del classe ’92, non è mai mancato.

TERZINO ADATTATO – Per quanto riguarda Bereszynski, dunque, il problema è anzitutto dovuto all’adattamento al calcio e alla lingua italiana. Ci sono poi, naturalmente, anche limiti tecnici, ma, in generale, dal punto di vista della presenza in campo il polacco ha sempre dimostrato una buona capacità di lettura personale delle azioni, soprattutto a livello difensivo. Per venire invece a Sala, va detto che il titolare del ruolo è limitato nell’espressione delle sue potenzialità da due fattori: anzitutto, limiti di tipo fisico. Quello patito dal classe ’91 contro l’Inter è il terzo infortunio della stagione: tanto per dare un’idea di quanto il giocatore sia stato frenato dai problemi fisici che continuano ad attanagliarlo, basti dire che in questo campionato ha messo a referto 17 presenze, su un totale di 32 gare giocate dalla propria squadra. Praticamente, dunque, la metà delle partite, davvero troppo poco per un giocatore che in linea teorica dovrebbe rappresentare la prima scelta nel ruolo. A ciò si aggiunga il fatto che Sala gioca in una posizione non propriamente sua: a Verona l’ex Amburgo ha giocato sia da esterno in un centrocampo a 4, sia mezz’ala in un centrocampo a 3, attirando peraltro le attenzioni di grandi club come Inter e Napoli. Da terzino destro, invece, non ha mai reso al massimo, soprattutto per il fatto che la sua attitudine offensiva è ben maggiore di quella difensiva. Una volta partito De Silvestri in direzione Torino, Sala si è adattato a sostituirlo, ma, ad essere onesti, senza troppa fortuna, così come, allo stesso modo, lo stesso Bereszynski ha avuto difficoltà nel ruolo. Certamente questo finale di campionato – come affermato anche da mister Giampaolo in conferenza stampa prima della partita contro il Sassuolo – servirà per valutare la rosa in vista della prossima stagione: difficile pensare che la dirigenza blucerchiata, se l’obiettivo sarà quello di migliorarsi ancora, non vada ad intervenire sul mercato in questo ruolo specifico.

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