Caputo: «Sono partito dai dilettanti e sono arrivato in Nazionale, ora voglio aiutare i giovani!» - Samp News 24
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Caputo: «Sono partito dai dilettanti e sono arrivato in Nazionale, ora voglio aiutare i giovani!»

Francesco Caputo e il nuovo ruolo nel settore giovanile dell’Empoli! L’ex centravanti della Sampdoria torna in campo con un’altra veste. Le sue parole

Francesco “Ciccio” Caputo, ex attaccante della Sampdoria e protagonista in Serie A con diverse maglie, ha iniziato una nuova fase della sua carriera nel calcio. Dopo l’annuncio del ritiro dal calcio giocato arrivato il 28 gennaio 2025, il classe ’87 è tornato sul terreno di gioco con un ruolo completamente diverso: quello di collaboratore tecnico dedicato agli attaccanti del settore giovanile dell’Empoli.

L’ex centravanti azzurro è entrato nello staff delle formazioni Primavera, Under 17, Under 16 e Under 15, con l’obiettivo di trasmettere ai giovani calciatori tutta la sua esperienza maturata negli anni tra Serie B, Serie A e Nazionale. Intervistato dal sito di Gianluca Di Marzio, Caputo ha raccontato emozioni e responsabilità legate al suo nuovo incarico.

«È stato emozionante. Adesso è completamente diverso, devi preparare il lavoro già dal giorno prima. Ti riempie di responsabilità e sai che devi farlo passo dopo passo. Lo sto interpretando con tutta la passione e la voglia di quando scendevo in campo. Senza passione, farlo giusto per farlo ha poco senso».

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Caputo e gli attaccanti italiani: la ricerca dei nuovi bomber di provincia

Alla base della scelta di dedicarsi ai giovani c’è anche una riflessione sul momento del calcio italiano e sulla difficoltà di trovare attaccanti capaci di garantire tanti gol con continuità. Caputo, che in carriera è stato proprio uno dei simboli dei bomber di provincia, ha evidenziato un cambiamento generazionale.

«Numericamente, sia in Serie A che in B in Italia ci sono sempre meno attaccanti di squadre di medio-bassa classifica da 15-20 gol a stagione, i cosiddetti bomber di provincia. In Italia viviamo un periodo particolare, che non significa che non ci siano giocatori all’altezza. Secondo me il discorso è diverso, la generazione di questi ragazzi è cambiata e così anche il modo di approcciarsi al calcio».

L’ex attaccante della Sampdoria ha poi sottolineato come oggi i giovani vivano un contesto differente rispetto al passato, con nuove abitudini e nuove difficoltà nel percorso di crescita.

«A volte ho la sensazione che l’attenzione sia molto concentrata sui cellulari, sui social e sull’immagine che si vuole trasmettere. Forse è più difficile ritrovare quella fame, quella voglia di conquistarsi le cose con pazienza e umiltà. Anche la passione, in alcuni casi, sembra fare più fatica a emergere».

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Caputo allenatore degli attaccanti: tecnica, video e lavoro individuale sui giovani

Nel suo nuovo ruolo, Caputo non sostituisce l’allenatore della squadra, ma lavora soprattutto sulla crescita individuale degli attaccanti. Una figura sempre più presente nei settori giovanili dei club italiani. «Ci sono varie fasi. La prima è incentrata sulla conoscenza del ragazzo, capire le caratteristiche e le lacune che può avere a questa età. Il mio lavoro è aiutarli coordinando esercizi di lavoro sulla tecnica individuale, smarcamento e come muoversi nelle diverse zone di campo insieme all’allenatore».

L’ex centravanti ha spiegato anche il metodo utilizzato quotidianamente con i ragazzi, tra analisi video e correzioni specifiche. «Devo rispettare il suo ruolo: il mio è più un lavoro individuale sulla tecnica del ragazzo. Osservo video che mi mandano e in base a quelli ci lavoro. Mi entusiasma, i ragazzi sono contentissimi».

Una missione nata anche da un’esperienza personale: Caputo vuole offrire ai giovani quello che lui stesso non ha avuto all’inizio della carriera. «In passato, quando ero ragazzo, sfortunatamente non ho mai ricevuto indicazioni e consigli da una figura così specializzata. Mi sono dovuto adattare ad allenatori e collaboratori, alcuni dei quali magari non avevano neanche mai giocato a calcio. Dalla mia ho l’esperienza. Sono partito dai dilettanti e sono arrivato in Nazionale. Il ruolo dell’attaccante, poi, è diverso dagli altri e si può allenare fino a un certo punto».

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