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Il commento tecnico: Di nuovo sul pezzo

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L’analisi della sfida del San Paolo fra Napoli e Sampdoria

A Napoli la Samp è ritornata se stessa. Il gioco è tornato a brillare, soprattutto dalla seconda metà del primo tempo fino all’espulsione di Silvestre, un vero insulto al gioco del calcio e ai suoi appassionati. La squadra di Giampaolo ha interpretato con grande personalità la partita, giocando corta e andando ad aggredire il Napoli senza paura di concedere troppo campo per attaccare la profondità. Molti gli uno contro uno sulle fasce, gestiti bene da Regini e Pereira fino a che la partita è stata in parità numerica. A centrocampo e in attacco i movimenti sono stati sempre molto buoni anche se spesso è mancato l’ultimo passaggio o, comunque, la precisione nel fraseggio.

OTTIMO CENTROCAMPO- Benissimo Barreto, impeccabile in entrambe le fasi di gioco, autoritario Torreira e attento anche Praet. Il belga deve uscire dall’anonimato del “fare il compitino” se vuole davvero far valere le sue qualità, che mi sembrano meglio espresse quando si allarga rispetto a quando, invece, cerca di accentrarsi e giocare fra le linee. Il grande equilibrio e solidità della squadra mi hanno sorpreso soprattutto dopo i primi cinque minuti di secondo tempo, momento in cui il Napoli ha cercato di spingere all’indietro i blucerchiati per trovare il gol del pareggio. La Samp ha rischiato almeno in un paio di occasioni di centrare il punto del 2-0 e, onestamente, non ci sarebbe stato nulla da dire. Dopo lo scempio dell’espulsione di Silvestre, i ragazzi hanno lottato con grande applicazione e intensità.

MODULO- L’errore di Giampaolo è stato, probabilmente, non passare al 4-4-1 negli ultimi venti minuti della gara. Questo schieramento avrebbe si impoverito la pressione sui centrali del Napoli ma avrebbe allungato la coperta sulle fasce, dove le sovrapposizioni di Hysaj e, soprattutto, Strinic hanno fatto la differenza per gli uomini di Sarri. In vantaggio di un gol, insomma, ci si poteva pensare. Male i due gol subiti, soprattutto il primo, con Regini a “marcare” da dietro Gabbiadini e Dodò troppo allegro nella lettura dell’azione. Un peccato davvero parlare di risultato negativo dopo una più che valida prestazione in uno dei campi proibiti (per vari motivi) del campionato italiano. Personalità, coraggio, compattezza e spirito di sacrificio. Al Doria non è mancato quasi nulla per fare una grande impresa. Un centesimo per fare un euro. Ripartiamo da qui.

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