2014

Delneri: «Samp-Udinese, gara speciale. Gabbiadini? La società…»

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Domenica c’è Samp-Udinese. Proprio un incrocio fra le due squadre (ma al Friuli) fu la pietra miliare di una ripartenza, quella della straordinaria Samp 2009-10. I blucerchiati vinsero rimontando proprio in Friuli 3-2 e da lì partì una serie di vittorie consecutive determinanti per la risalita fino al quarto posto conquistato a fine anno. Luigi Delneri l’ha voluta ricordare così: «Sono friulano, ho giocato nell’Udinese, ho vestito la maglia della Samp e poi l’ho allenata: per me è una gara speciale. La Samp va forte, fa un calcio di buona qualità e vuol restare in alto. L’Udinese è in costruzione, con tanti giovani e vorrà rifarsi dopo il k.o. di Verona. Sarà partita vera».

RICORDI – Ci si chiede se quell’impresa del 2010 si potrà ripetere con questa Samp: «I paragoni sono difficili. Quella era una squadra di grosso spessore in un campionato con le milanesi che andavano forte e con solo la Juve in affanno, anche se prima bastava il quarto posto per la Champions. Ora però vedo due cose fondamentali: entusiasmo e credibilità. Se mantengono la concentrazione e reagiscono bene ai momenti difficili, tutto è possibile». Quel 3-2 di quattro anni fa senza Cassano è proprio l’esempio giusto: «Fu un match importante, avevo tutta la Genova blucerchiata contro. Fu una decisione per far rendere meglio tutti, a partire da Antonio che era in fase d’appannamento. Responsabilizzai la squadra: quando lui rientrò, ci trascinò in Champions».

PARALLELI – Ci sono alcuni momenti indimenticabili di quell’anno: «La vittoria in casa con il Milan: fu decisiva per andare in Champions. E poi lo stadio che cantava “Ma il cielo è sempre più blu”, la colonna sonora di quell’impresa». Di questa Samp c’è qualcuno che piace a Delneri: «Palombo e Gastaldello dimostrano che all’epoca avevamo fatto ottime scelte. Okaka ha una forza fisica importante, i suoi movimenti aprono le difese. Sta bene anche Obiang. Poi Soriano e Gabbiadini sono molto bravi». Proprio l’attaccante sta per partire: «Un ottimo giocatore. Correa non lo conosco bene, ma vedo un gran collettivo che non dipende da Gabbiadini. E poi la società è attenta e c’è un ottimo allenatore: sanno cosa fanno».

RITORNI – C’è chi parla spesso del possibile ritorno di Cassano e Pazzini a Genova: «Sono due giocatori di indubbio interesse, ma se li prendi li devi far giocare. Uno come Antonio lo riprenderei perché fa la differenza, ma ora c’è un meccanismo oliato e allora la società deve capire se serve – dice il mister di Aquileia a “Il Secolo XIX” -. In realtà questa Samp è così bella che è dura migliorarla: è solida, il giocattolo funziona». Neanche Delneri è andato ad allenare l’Udinese, come sembrava potesse essere: «Sì, ma “nemo propheta in patria”, anche se i rapporti sono buoni: è una squadra aggressiva. Di Natale è un “mai vecchio”, non puoi lasciargli spazio. Danilo e Fernandes sono bravi e poi c’è Muriel. Sento che piace alla Samp: è forte, ma deve trovare costanza».

GENOVA E JUVE – Delneri segue anche il Genoa, altra ex: «Va molto forte. Allenatore bravo che conosce l’ambiente, cambiata molto rispetto a quando c’ero io. Samp e Genoa mi piacciono, fanno un gioco d’attacco». Forse Delneri a posteriori si è pentito di aver lasciato la Samp per la Juve nell’estate 2010: «No, mai pentirsi. Certo mi è dispiaciuto non giocare la Champions: il mio più grande rammarico. Ma c’è la gioia e l’orgoglio di averla guadagnata». Ci si chiede anche se mai tornerebbe alla Samp: «Beh sì, il calcio mi manca. Spero di tornare presto in panchina e con la Samp ho bellissimi ricordi e ho ottenuto grandi risultati, come col Chievo. Però ora c’è Mihajlovic, a cui auguro davvero di andare in Europa».

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