2015

Éder e il ritorno a Frosinone: «Un posto speciale, sarà dura vincere»

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Frosinone, il posto dove tutto è iniziato. Ne è conscio Éder Citadin Martins, pronto ad affrontare il suo passato, per la prima volta in Serie A. C’erano stati già alcuni incroci in B con la maglia dell’Empoli, ma è la prima da ex con la maglia della Samp. E l’italo-brasiliano sa che non sarà una gara come le altre per lui: «Mi hanno dato un’opportunità importante: avevo 18 anni, a Empoli in due anni avevo giocato pochissimo. Il presidente Stirpe mi ha visto in un’amichevole  Empoli-Frosinone e hanno fatto investimenti importanti per me. Quella è stata la prima squadra in quel periodo a credere in me e a farmi giocare subito. Giocare anche in Serie B per un giovane non era facile e ci siamo salvati per due anni. Ho bellissimi ricordi, la gente ancora mi scrive. Stirpe è una grandissima persona».

Fare calcio a Frosinone non è facile, ma la famiglia Stirpe ha una storia legata a doppio filo con quella della società ciociara: «Stirpe e suo padre è tanto che fanno calcio lì: i tifosi seguono attentamente il calcio, lo vivono intensamente. Esser riusciti a portare una città piccola come Frosinone in Serie A è molto bello. Già ai miei tempi era difficile vincere al “Matusa”, perciò sarà dura: la tifoseria spingerà parecchio per loro». Éder torna dopo tanto tempo, come ricorda ai microfoni di SampTv: «C’è ancora gente che è rimasta lì, non più in campo. Tornare lì dopo quasi otto anni è importante per me: se oggi sono qui e in nazionale, il merito è anche del Frosinone e dell’anno e mezzo che sono stato lì. Sarò emozionato, ma gioco per la Samp e cercheremo di vincere».

Infine, la nazionale e la qualificazione a Euro 2016. Un traguardo di cui Éder è molto felice, anche perché ha contribuito in maniera tangibile al biglietto per la Francia: «Sono molto contento, perché al di là dei gol le prestazioni sono state importanti. Son contento che sia arrivata la qualfiicazione, ci tenevamo a chiuderla il prima possibile in Azerbaigian, altrimenti martedì con la Norvegia poteva essere più complicato».

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