Editoriale

Roma-Sampdoria, una parola sola: deprimente

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È una sconfitta troppo pesante da sopportare: non è solo il risultato ma anche l’atteggiamento. La Sampdoria esce dalla Tim Cup racimolando l’ennesima brutta figura e tutto quello che traspare è un’inconsistenza palpabile e una tendenza alla mediocrità preoccupante: deprimente

Commentare la pochezza estrema della prestazione dei blucerchiati contro la Roma e l’ennesima brutta figura rimediata in Coppa Italia della storia recente può risultare stucchevolmente superfluo. Ci provo ugualmente anche se già in occasione della gara contro l’Empoli mi ero espresso in maniera abbastanza decisa sulla stagione dei blucerchiati. Anche ieri la prova dei ragazzi di Giampaolo e l’atteggiamento dello stesso allenatore sono stati impalpabili. Le dichiarazioni pre e post partita, la formazione sperimentale, il linguaggio del corpo e la scarsissima intensità del secondo tempo spingono tutte verso una direzione: M-E-D-I-O-C-R-I-T-À.

INCONSISTENTI – La squadra si è dimostrata estremamente fragile, senza ambizione e, cosa più preoccupante, totalmente in balia dell’avversario. Certo, stiamo parlando della Roma. Certo, i giallorossi sono fortissimi. Ma il problema resta. Qual’è l’obbiettivo di questa Sampdoria? Il campionato è anonimo e la Coppa Italia non ha evidentemente alcun appeal. Perchè “far crescere i giovani”, come dichiarato a fine partita da mister Giampaolo, non può essere l’unico interesse di un progetto tecnico di una squadra di serie A. Soprattutto se questa si chiama Sampdoria e ha una storia di risultati, un blasone e dei tifosi che vanno decisamente oltre questa dimensione. L’inconsistenza che viene fuori da molte delle partite di questa stagione non può e non deve essere motivo d’orgoglio. Passi in avanti non se ne vedono e, quando succede, vengono sempre seguiti da due indietro. Quello che mi fa più impressione è l’arrendevolezza con cui i ragazzi e il mister accettano passivamente certi risultati. Facciamo un passo indietro. Dopo il furto legalizzato di Napoli mi sarei aspettato una Samp furente, cazzuta e con il sangue agli occhi. Invece ha giocato una partita scialba, insipida contro una delle peggiori squadre della serie A, spacciata per buona e organizzata nelle interviste post gara.

QUESTIONE DI EMPATIA – Non è una questione di giocatori, perchè il materiale per portare avanti cose più che positive, che vi piaccia o no, è li da vedere. Anche Giampaolo, secondo me, ha delle buone caratteristiche per far crescere l’organico e sviluppare una idea di calcio condivisa. E allora cosa manca? Manca l’ambizione e, soprattutto, un pò di sana e presuntuosa autostima. La rosa si può sistemare, certo, ma non è quello il nodo da sciogliere. Il momento storico della Sampdoria è estremamente evidente. I tifosi non riescono più a sognare e ad emozionarsi vedendo giocare il Doria. L’empatia, questa volta, manca soprattutto da parte della squadra. Le questioni tecnico-tattiche contano relativamente perchè senza una mentalità vincente non si va da nessuna parte nel calcio di oggi. Scendere in campo solamente per fare un pò di possesso palla, qualche azione esteticamente bella e poi lasciare fare agli altri i risultati, un tifoso lo può anche accettare. Io mi sono stancato anche di questo, sarò onesto. Quello che non si può accettare è venire maltrattati in questo modo senza opporre resistenza. Questa è la Sampdoria e la maglia va onorata sempre non solo con le prestazioni ma, soprattutto, con le emozioni. Pareggiare 0-0 con l’Empoli in casa e, dopo quattro giorni, giocare già mentalmente eliminati contro la Roma e prendere quattro schiaffoni senza batter ciglio, ditemi voi, come può essere definito con semplici parole. Io ne ho trovata solamente una, che non contenga inutili volgarità: deprimente.

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