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Elezioni FIGC, Ferrero è furioso: «Che buffonata»

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Elezioni FIGC, vince l’astensione e si va al commissariamento. Ferrero spiega la sua rabbia: «Spesi 500.000 euro per niente, abbiamo fatto una figura di cacca»

Il posto di presidente della FIGC continua a restare vacante: questo è il risultato della lunghissima riunione di ieri pomeriggio, incontro che avrebbe dovuto sancire l’elezione di un candidato fra Tommasi, Gravina e Sibilia e che invece si è rivelato un clamoroso buco nell’acqua. In quattro votazioni, stante anche l’alto numero di schede bianche pervenute nell’urna, non si è raggiunto il quorum richiesto per l’elezione di un nuovo presidente, tanto che adesso l’unica strada rimasta è quella del commissariamento. Una nuova figuraccia per il calcio italiano, che sembra non voler uscire dalla situazione nella quale è precipitato dopo le dimissioni forzate di Tavecchio, a seguito del flop dell’Italia nello spareggio mondiale contro la Svezia.

Una giornata persa, quella di ieri, anche e soprattutto per i presidenti della Serie A, accorsi a Roma per cercare di dare una svolta ed eleggere il nuovo presidente della Federcalcio. Furioso a dir poco era il presidente della Sampdoria Ferrero, che all’uscita dell’hotel che ha ospitato la riunione-fiume ha commentato i fatti con grande amarezza: «Era scritto che sarebbe finita così: cosa siamo andati a fare lì? Dovevamo rinviare le elezioni e trovare un punto d’incontro, perché al centro va messo il pallone, non le poltrone.  Abbiamo passato un mese a parlare di seconde squadre, programmi, a dirci che Spagna e Inghilterra sono più forti, e poi ci presentiamo in tre per cercare di vincere e alla fine dire “Scusate, ci siamo sbagliati”. Abbiamo sprecato una montagna di soldi: la giornata elettiva è costata cinquecentomila euro. Vi sembra normale?».

«E’ stata una vera buffonata ha concluso il numero uno blucerchiato parlando alla stampa presente -, ora siamo tutti commissariati, la Federcalcio e la Lega. Abbiamo fatto un’altra figura di cacca davanti a tutti». L’unica soluzione rimasta, in questo momento, è quella di trovare un commissario che possa prendere temporaneamente il comando: i nomi più accreditati sono quelli di Giovanni Malagò, presidente del Coni, Andrea Abodi, presidente del Credito sportivo, e Roberto Fabbricini, segretario generale del Coni. Quel che è certo è che la soluzione andrà trovata in fretta, perché il calcio italiano non può più permettersi di restare in questa situazione di imbarazzo e immobilismo.

Quando lo si interroga sul mercato, Ferrero tranquillizza i tifosi: nessuna operazione in questa sessione di mercato. Ma su Torreira e Giampaolo: «I tifosi devono stare tranquilli perché non vendo nessuno. Faccio zero a zero: non vendo e non compro. Con Giampaolo abbiamo un rapporto di grande stima e rispetto. Ma se a giugno vuole andare al Napoli, vada dove lo porta il cuore. Il non metto le clausole sugli allenatori, resta chi vuole. Mica è mia moglie, gli allenatori sono come gli amanti: li puoi cambiare sempre. Torreira è un grande giocatore e un bravo ragazzo. I calciatori quando si sentono forti perdono un po’ di spessore mentale, lui invece continua ad aver fame. Tutti lo vogliono, ma io non lo vendo».

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