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Flachi: «Il mio amore per la Samp non finirà mai»

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Oggi 8 aprile è il giorno del compleanno di uno degli idoli della Gradinata Sud, un numero 10 che ha fatto la storia recente della Samp ed è entrato nel cuore dei tifosi blucerchiati a suon di gol spettacolari, in particolare quelle rovesciate che gli venivano tanto bene. 

Francesco Flachi compie oggi 41 anni, e intervistato da SampTV ha raccontato il suo amore per il Doria, cresciuto anno dopo anno: «Venivo dalla Fiorentina, ero ancora abbastanza giovane e una Serie B a Genova valeva come la Serie A, c’era spazio e non mi sono mai pentito di come sono andate le cose. I primi anni avevano le opportunità di salire di categoria, poi per un punto o varie cose non ci siamo riusciti. Ce l’abbiamo fatta con Novellino e l’anno prima era una situazione difficile: Mantovani stava lasciando e stava arrivando Garrone, ma c’era la necessità di salvarsi. Il terzo anno avevo il contratto in scadenza, Deschamps mi contattò, c’era grande interesse ma non si fece niente, prima pensai a salvarmi con la Samp, e rimasi per riconoscenza a Mantovani e Arnuzzo che mi diedero tanta fiducia. In 3 anni avevo fatto quasi 50 gol, lo dovevo a loro. Nel 2003 arrivò Garrone e arrivarono i giocatori per tornare nel campionato che compete a questa squadra: non feci un campionato esaltante come gli altri ma alla fine feci quelle più importanti perché segnai la doppietta della promozione. Di Garrone e Marotta posso dire solo che bene, il presidente è entrato da presidente, era potente ma nel suo potere era una persona normalissima e insieme hanno portato nella piccola squadra la mentalità di come impostare la società. Marotta anche adesso sta facendo grandi cose. Con Novellino non andavano troppo d’accordo abbiamo due caratteri istintivi, non mi integravo nel suo modulo infatti l’anno dopo sarei dovuto andare via: ma sentivo di potermi giocare ancora le mie carte. Negli 8 anni alla Samp non ho mai avuto problemi con nessuno, ma se devo dire un compagno ideale dico Fabio Bazzani: con lui eravamo la coppia che non aveva bisogno di mettersi d’accordo prima, ci bastava lo sguardo. Non eravamo invidiosi l’uno dell’altro, quello che facevamo lo facevamo per la Samp». 

«La prima cosa che ti chiedono – prosegue l’ex bomber doriano – quando vai via dalla Samp è di Giorgio Ajazzone: è un sampdoriano, ha una passione che non credo ci sia in altre società. Lui e il dottor Baldari nel periodo del Derby li vedevi dalla settimana prima, la sentono tantissimo. Noi giocavamo i Derby per dare soddisfazione oltre che ai tifosi anche per loro, per farli andare avanti. Ferrero? Mi piace tanto, ha poca esperienza nel calcio ma è una persona intelligente, porta allegria e nonostante questa stagione non sia in una situazione bella ha fatto una bella squadra, ha fatto investimenti importanti, ci capisce. La base della Samp è buona, spero che si levi in fretta da questa situazione e inizi a programmare il futuro: ha un allenatore che credo diventerà uno dei più bravi».

I tifosi della Samp? Quello che mi hanno dato loro non me l’ha dato nessuno, e lo si vede nonostante siano passati 7 anni quando vengo a Genova o quando la Samp viene a Firenze. È un amore reciproco e il mio amore per la Samp non finirà mai. Nel mio locale vengono tanti ragazzi che ho cresciuto, che sono cresciuti con la mia Samp, e li vedo con le lacrime agli occhi. Io sono uno di loro, non posso entrare negli stadi ma anche potessi andrei sempre in gradinata: io c’ero per loro nel momento del bisogno e loro c’erano per me, perché se siamo qui a ricordare di Flachi alla Samp se non avessero fatto la presentazione dove mi hanno fatto rialzare forse anche in società avrebbero cambiato idea. Mando un abbraccio a tutti, siete la cosa più bella che abbia incontrato».

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