
Manolo Gabbiadini, ex attaccante, ha ripercorso i suoi momenti più significati alla Sampdoria in un’intervista all’edizione genovese di “Repubblica”
In una lunga intervista all’edizione genovese di Repubblica, Manolo Gabbiadini ha ripercorso i suoi trascorsi alla Sampdoria. Di seguito alcuni estratti delle dichiarazioni dell’ex attaccante blucerchiato:
RITIRO – «Sono sereno, gli ultimi due anni non avevo vissuto bene per i troppi infortuni. Mi dicevano che mi sarei annoiato e invece posso seguire meglio i bambini».
DERBY DELLA LANTERNA E SAMPDORIA – «Il mio preferito è l’ultimo perché venivamo da un momento negativo. Giornata bellissima, una doppietta e una partita giocata bene. Si respira un’atmosfera unica. Il pubblico non si ferma di incoraggiarti per tutta la gara. Amo la Sampdoria, ho passato stagioni importanti, non sono il tipo da gesti plateali, ma sono consapevole che la gente mi vuole bene per quello che ho fatto in campo, non a parole, un motivo in più di orgoglio».
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RANIERI – «Era come un padre, una persona straordinaria. Sentivo la sua stima e mi caricava molto».
SAMPDORIA RICORDO PIU’ BELLO – «Contro la Lazio il 31 agosto 2022 subito dopo il rientro dall’infortunio al ginocchio. Dopo sei mesi fuori, giocai venti minuti a Marassi. I tifosi mi sono sempre stati vicini, mi avevano anche dedicato uno striscione e facevano spesso i cori quando ero in tribuna. Dopo sei mesi e dieci giorni non potevo immaginare un giorno migliore. Una rete non bella a livello spettacolare, ma non facile. Dopo la partita i miei figli, Tommaso e
Nicolò entrarono in campo. Ho una foto che siamo abbracciati, la guardo quasi ogni sera».