2014

Gastaldello: «Ci manca crescita e continuità; Ferrero farà il bene della Samp»

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«Mi aspetto che Ferrero faccia il bene della Sampdoria, come ha fatto Garrone. Ho rispetto per Garrone perché è una persona seria. Mi aspetto che anche Ferrero sia una persona seria e a tutto il gruppo interessa che faccia il bene della Sampdoria e basta». La chiacchierata di Daniele Gastaldello a Telenord parte dal vertice, in questo caso dal presidente Massimo Ferrero, che il 12 giugno ha rilevato la società da Edoardo Garrone. Ma ci sarà la sorpresa di mercato? «Se il Presidente ha parlato vuol dire che qualcosa c’è – risponde il capitano blucerchiato – però il calciomercato è lungo, non è detto che arrivi subito, può arrivare anche più avanti».

Cosa manca. «Ci manca un po’ di crescita, perché dobbiamo ancora crescere, e la continuità. L’anno scorso da novembre abbiamo fatto un campionato importante, ma alla fine abbiamo un po’ mollato. Se siamo bravi e capaci possiamo fare un bel campionato».

Giovani. «Mi sento di puntare su diversi, non su un nome in particolare. Molti sono pronti a esplodere. Soriano l’anno scorso ha fatto bene, ora deve confermarsi; Obiang e Krsticic devono confermare quanto hanno fatto in questi due anni, facendo il salto di qualità. Fedato è promettente, se resta Mustafi si deve confermare, poi c’è Regini. Anche se fai un anno bene non ti devi fermare, la serie A ti mette sempre in competizione».

Scarpe. «Io metto le scarpe da gioco che mi stanno meglio e che non mi fanno male ai piedi. E’ il mio quattordicesimo ritiro da professionista e devo dire che i ritiri sono cambiato molto rispetto a una volta, soprattutto per i giovani. Il ritiro di quest’anno è fatto molto di palla, anche quando si corre, e meno di corsa nei boschi». 

Allenatore. «Finito di giocare mi piacerebbe allenare le giovanili per fare capire ai giovani come si può diventare un giocatore. Tanti giovani crescono con la mentalità sbagliata, i valori vanno insegnati nei settori giovanili. Vorrei ci fosse più rigore, più disciplina. La maggior parte dei giocatori che arriva in serie A fa dei sacrifici, quella è la ricetta».

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