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Il commento tecnico: Inaccettabile batosta

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Come faccia la Sampdoria a far resuscitare squadre dall’encefalogramma piatto (Milan e Udinese su tutte) o compagini molto modeste, forti candidate all’oblio (Frosinone e Carpi), risulta davvero difficile da spiegare. Quello che ieri è stato davvero inaccettabile è il fatto di aver lasciato punti pesantissimi in un campo tutt’altro che impossibile, sbagliando di tutto, soprattutto sottoporta, con una superficialità estrema. Non parliamo di sfortuna, di arbitraggi e nemmeno di mercato. In trasferta la Sampdoria è fallimentare, da retrocessione piena. 

 

A Modena si è vista una Samp discontinua, a tratti anche piacevole ma estremamente spaesata di fronte al contropiede dei padroni di casa. Il Carpi di Di Gaudio e Mbakogu, di Lollo e Pasciuti. Il Carpi di mister Castori, paleolitico nella proposizione di un calcio brutto, superato e catenacciaro. Ma come fa una squadra con questo potenziale tecnico e con queste idee tattiche fuori dal tempo a battere una compagine nettamente superiore in tutte le zone del campo? Molti risponderebbero: “E’ il bello del calcio”. Si, sono perfettamente d’accordo. Se vogliamo però andare oltre i luoghi comuni e le teorie esistenziali sulla sofferenza sportiva dobbiamo puntare il dito sulla sufficienza e sulla scarsa concentrazione mostrata dagli uomini di Montella nei momenti chiave della partita. Il primo gol è stato una dormita colossale di tutto il reparto difensivo, culminato nel contrasto da categoria pulcini, seguito dalla palla persa, effettuato da Correa sul ben più determinato Lollo. Il calcio di rigore, apoteosi della mediocrità nella lettura difensiva, unica cosa da non concedere a una squadra, il Carpi, che fa una fatica bestia a creare e concretizzare. La Sampdoria ieri è stata superiore ai padroni di casa nel palleggio e nella varietà di soluzioni offensive. Il Doria ha creato e sbagliato con continuità ma non ha avuto sufficiente fame e ha cannato in pieno l’approccio alla gara dopo il 2-1. Troppa frettolosità e ansia da prestazione. Troppi giocatori offensivi a fronte di una fase difensiva drammatica, tratto distintivo di buona parte di questa stagione. Il piano partita di ieri è stato seguito abbastanza bene nei concetti ma non dal punto di vista mentale. Voler giocare a calcio fisicamente in un modo e non farlo anche mentalmente può essere il peggiore degli effetti collaterali. Non si può perdere una partita di questo tipo per mancanza di cattiveria e fame di risultato. Quello che Montella ha sopportato meno nella gara di ieri, secondo me, è stato proprio questo. Sembra semplicistico e, forse, lo è per davvero. Sta di fatto che la Sampdoria non ha la giusta mentalità per giocare ad alto livello con continuità. Inaccettabile il costante pericolo negli uno contro uno, la tendenza a perdere intensità se un compagno sbaglia la giocata e la confusione generata ogni qual volta si subisce un gol. Se non si crede nel sistema di gioco e nei dettami tattici fino in fondo si rischia di fare brutte figure non appena il piano partita cambia, cosa che nel calcio succede spesso. Non si può perdere la testa come ha fatto Soriano rischiando una espulsione che ci poteva stare senza se e senza ma. Non si può calciare da un metro addosso al portiere per ben due volte nella stessa partita. Non si può pensare di vincere una gara del genere, sbagliando così tanto a livello individuale. 

 

Io sarò ripetitivo ma queste partite sono estremamente nocive per la stagione. Vero che nel calcio tutto è possibile ma non si può pensare di fare un buon campionato non facendo mai punti in trasferta. Se perdi contro il Carpi, sbagliando di tutto e finendo la gara con la faccia di chi non crede sia stato possibile, allora il problema è tutto nella testa dei giocatori. La classifica è pessima e il fondo è più vicino di quanto si possa pensare. E’ inaccettabile lasciare punti per strada in questa maniera. Prima lo capiscono i giocatori meglio sarà per tutto l’ambiente. 

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