2014

Il doppio ex Ferron: «Atalanta e Sampdoria, esperienze da ricordare»

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Fabrizio Ferron ha vissuto benissimo tra Bergamo e Genova: cresciuto e affermatosi nell’Atalanta, arrivò alla Samp nella metà degli anni ’90, ma visse anche la dolorosa retrocessione del 1998-99. Ecco le sue impressioni sulla prossima partita tra nerazzurri e blucerchiati: «Una bella gara tra due squadre che stanno bene e sono in piena salute. Entrambe arrivano da due vittorie consecutive e hanno una classifica decente. E’ una gara aperta ad ogni risultato». Dopo due vittorie di fila, entrambe potrebbero accontentarsi del pareggio: «No, perché vorranno togliersi il prima possibile dalla mischia. E poi vogliono dimostrare che sono due buone squadre nonostante l’avvio di campionato in salita».

Con la salvezza raggiunta, c’è spazio per pensieri europei: «Per arrivare a certi traguardi non c’è più tempo. Questo è un campionato spaccato in due. Atalanta e Samp hanno le possibilità per finire a metà classifica e programmare con calma la prossima stagione». Mihajlovic, suo ex compagno, sta facendo benissimo: «Non avevo dubbi. Sinisa è uno che conosce e sa. Ha una carattere che trasmette sicurezza e cose positive – racconta Ferron a “Il Secolo XIX” – Se una squadra ha dei valori, lui è bravo a tirarli fuori. Da un lato i giocatori si sentono responsabilizzati, dall’altro sanno di avere una guida sicura alle spalle».

Già in campo si capiva che sarebbe diventato un ottimo mister: «Abbiamo giocato insieme due anni. Lui e Mancini hanno sempre vissuto il calcio in maniera intensa. Quando giocavano, erano molto attenti a carpire i segreti di chi li allenava». Belli gli anni di Bergamo per Ferron: «E’ stata un’esperienza lunga e bella. Sono arrivato ragazzo e sono andato via a trent’anni. Sono il quarto giocatore che ha collezionato più presenze nella storia in A dell’Atalanta». Diversi i ricordi blucerchiati, con tre anni a Genova: «Il primo anno ci siamo tolti molte soddisfazioni. Resta il rammarico per una retrocessione evitabile».

Ci si chiede se abbia perdonato Trentalange per quel famoso rigore…: «Dopo due anni parlai con lui di quest’episodio e mi ha detto che, tornando indietro, non lo avrebbe fischiato. Di certo non siamo retrocessi solo per questo». C’è ancora qualcuno della ex squadra con cui Ferron si sente: «Franceschetti, Evani e Invernizzi. Finché Mancini era in Italia ci vedevamo spesso. Sono andato a trovare Mihajlovic a Bologna e Catania. Gli ho fatto in bocca al lupo quando ho saputo che sarebbe andato alla Samp». Da ex portiere, un piccolo giudizio sulla stagione di Da Costa: «Un portiere segue sempre l’andamento della squadra. Se questa va bene, è più facile esprimersi a buoni livelli. Comunque la sua stagione è positiva».

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