2015

Il pagellone di SN24 – Matias Rodriguez

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Poco più di un anno fa la Sampdoria ufficializzava il passaggio di Matias Rodriguez al Gremio; un trasferimento temporaneo che ferì solamente il portafoglio doriano, vistosi svuotare di tre milioni di euro per una scommessa totalmente persa. Maticrack sbarcò a Genova nel mercato di riparazione del 2013 e sotto la guida di due tecnici differenti, quali Sinisa Mihajlovic e Delio Rossi, giocò appena cinque partite. L’entusiasmo per l’arrivo del “nuovo Dani Alves” vincitore di un campionato uruguaiano, tre Serie A cilene e una Coppa Sudamericana, si trasformò presto in sopportazione. Il difensore che poteva vantare la clamorosa media di un gol ogni 4 incontri dimostrò il lato peggiore di sè in Italia, non sfruttando le occasioni concesse e non riuscendo a dimostrare il suo valore, economico se non altro. 

 

Una permanenza, quella sotto la Lanterna, perdurò fino al 30 maggio 2014, data in cui il terzino fece ritorno in Sud America. Quella con Los imortales fu la prima parentesi brasiliana per Matias, ma anche l’ultima occasione per rilanciare un’ascesa interrotasi col passaggio nel calcio d’Occidente. Alle griglie di partenza la nuova avventura per l’argentino sembrò il naturale prosieguo dell’esperienza blucerchiata: una presenza in panchina e una in tribuna, su volere dell’ex ct brasiliano Felipe Scolari. Il rapporto burrascoso col campo e col tecnico cambiò, però, nel finire della bella stagione. Dopo l’esordio nella gara interna contro il Coritiba, il numero 18 bianco-celeste ritrovò il feeling da anni perduto col terreno da gioco e con prestazioni di buon livello conquistò prima la piazza e poi la società. Nei primi tre mesi verdeoro, infatti, Maticrack collezionò ben 384 minuti di gioco, cento in più di quelli accumulati in un anno e mezzo a Genova. 

 

Dopo la rumorosa e sorprendente partenza le apparizioni nell’Arena do Grêmio diminuirono drasticamente nello scorso inverno; un calo che non fu, però, causato da prestazioni negative, ma bensì da scelte tecniche. Rodriguez tornò dunque ad assaporare l’amara sensazione di essere considerato una seconda linea, fino al finale di stagione della scorso Brasileiro. Le continue critiche indirizzate al mister di Passo Fundo lo costrinsero a stravolgere l’undici titolare e rivalutare l’importanza di diversi giocatori. Trai rivitalizzati da questo stravolgimento rientrò anche l’ex Samp che, nonostante il forte sostegno di un club pronto a prolungare la sua permanenza, non riuscì a riproporre la condizione mostrata nei primi match. L’autogol messo a segno nella sua nona, e ultima, apparizione con la maglia del club che più ha creduto nella sua ripresa ha determinato l’inevitabile addio dal Brasile. Un’autorete, quella segnata con la complicità di Erazo, che dà il giusto finale alla seconda terribile metà delle apparizioni nell’ex squadra di Maxi Lopez. Dopo un’alba incoraggiamente che profumava di ritorno, il ventinovenne non è riuscito a riprendersi le terre che gli avevano fruttato diverse convocazioni in Nazionale. Il voto complessivo per il mancato balzo d’orgoglio in un campionato che poteva sicuramente permetterlo è, pertanto, 5.  

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