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Il vangelo secondo Giampaolo: le frasi celebri

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Giampaolo ha lasciato il segno durante la sua permanenza alla Sampdoria: ecco le migliori frasi del tecnico di Giulianova

Marco Giampaolo sarà anche definito talebano per il modo di interpretare il calcio, ma nessuno potrà mai considerarlo banale nel raccontare la sua visione di gioco. Ecco tutte le migliori frasi dell’ex tecnico della Sampdoria durante la sua permanenza sulla panchina blucerchiata.

«La Sampdoria sta al di sopra di tutto».

«Quando non riusciamo a vincere, dobbiamo cercare di non perdere».

«Un po’ ho forzato, un po’ ho avuto la sensazione di starci dentro. Non ho bluffato su quello che era il percorso per l’Europa».

«Si lavora per fare qualcosa di straordinario, se ci togliete questo restano solo numeri».

«Il salto di qualità dipende da tutti: dall’allenatore, dai giocatori, dal club. Non dipende dai tifosi perché loro ci stanno sempre».

«Le squadre provinciali si accontentano di vincere il derby».

«La classifica è come il sesso degli angeli: non ci importa».

«Il calcio è una grande bugia».

«Rinuncerei a qualsiasi cosa per vincere il derby, non ha prezzo, sono disposto a pagare per portarlo a casa. Non oso immaginare cosa voglia dire perderlo. Posso capire, ma mi auguro di non vivere mai quella sensazione».

«Bisogna dare l’ultima pennellata, altrimenti il quadro resta incompiuto».

«La Sampdoria diventa un club di passaggio se non cambiamo il modo di pensare. Se non inculchiamo nel giocatore la fidelizzazione al club, diventa un problema».

«I giocatori devono pensare solo alla Sampdoria, se no non si ottengono obiettivi di squadra ma solo individuali».

«Bisogna vincere per rimanere attaccati al carro delle ambizioni: non vincere attraverso le parole, ma attraverso i contenuti».

«Credo nella forza dei giovani, nella mentalità, nei sentimenti dei calciatori».

«Fa parte del nostro mestiere riuscire a convivere con le critiche, ma non ci devono far perdere la visuale sull’orizzonte delle cose».

«I pronostici sono fatti per essere smentiti».

«Noi in questi tre anni abbiamo fatto tutto e il contrario di tutto. Siamo partiti che non eravamo una macchina da guerra in casa e lo siamo diventati, poi abbiamo fatto fatica fuori casa. Abbiamo fatto grandi risultati con le grandi e perso con le piccole. Se avessimo numeri pari in tutte le cose che abbiamo fatto potevamo anche essere secondi, terzi».

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