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SN24 – Invernizzi racconta il mondo Sampdoria: «Primavera, Academy, talenti e futuro. Vi dico tutto»

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Esclusiva SampNews24 – Giovanni Invernizzi, responsabile dell’Academy, ha raccontato i traguardi raggiunti negli ultimi anni dalla Sampdoria

Giovanni Invernizzi si è concesso ai microfoni di sampnews24 per fare un bilancio del lavoro svolto negli ultimi anni dall’Academy della Sampdoria. Tanti investimenti, crescita costante dei giovani, risultati ottimi sul campo e un particolare attaccamento alla maglia in un momento di enorme incertezza societaria.

BILANCIO STAGIONALE – «Tenendo conto che negli ultimi anni il mio lavoro qui è stato interrotto dalla parentesi allo Spezia e fermo restando che da qualche anno facciamo più fatica a livello di investimenti, il percorso è stato comunque in linea e quest’anno stiamo facendo qualche sforzo e un buon lavoro. In generale, al di là dei risultati numerici delle squadre, conta la dedizione al lavoro delle persone che sono dentro la società».

PRIMAVERA – «Speriamo di salvarci il prima possibile, mancano cinque partite. Raggiungere la salvezza è come vincere uno Scudetto, perché è stato veramente difficile assemblare il gruppo e lavorare con tanti ragazzi nuovi. Con la salvezza saremmo tranquilli. Conosco benissimo il campionato e le altre squadre, abbiamo ambizione di fare il meglio possibile per il bene dei ragazzi. Ma questo deve passare con la salvezza matematica. Poi si può sperare di guardare quelle davanti, ma non perdiamo di vista l’obiettivo che ci siamo posti a inizio stagione. Siamo concentrati solo sulla salvezza».

TUFANO – «Dal punto di vista professionale è un metodico, un allenatore che non lascia niente al caso ed è l’ideale per i ragazzi della Primavera che ancora devono completare una formazione e allo stesso tempo essere competitivi per il campionato. È la persona più preparata, molti ce lo invidiano. Dal punto di vista umano è pulito, schietto, genuino. Una persona seria che ha costruito una carriera che parla da sola grazie alle sue qualità».

TANTI GIOVANI – «Abbiamo preso tanti ragazzi quest’anno. Caruana, Ntanda, Miettinen, Lotjonen a gennaio, Uberti dall’Inter, Di Mario dall’Entella, Ivanovic a inizio stagione. Avevamo avuto buone referenze, purtroppo non potevamo fare scouting l’anno scorso e ci siamo affidati delle referenze sui ragazzi. Dopo il periodo iniziale dove c’era bisogno di ambientamento, alla fine stanno facendo vedere le loro qualità».

SEGOVIA – «È stata un’intuizione del direttore Baldini che, attraverso un suo scout personale, lo aveva visto giocare con la Nazionale. Ha tante qualità tecniche, è un sudamericano vero. Ha fatto fatica all’inizio a capire il calcio europeo, ma si sta ritagliando un finale di campionato importante».

MONTEVAGO – «Ci siamo sempre messi a disposizione delle richieste della prima squadra, in quel momento c’era bisogno di Montevago. Si è ritagliato un po’ di spazio. Ringrazio Stankovic perché ha sempre dato grande attenzione ai nostri ragazzi e rispettato il nostro lavoro. Un plauso al mister, si è creato un ottimo feeling di rapporto aziendale. Montevago, quando i giocatori della prima squadra si sono ripresi, è tornato in Primavera con grande umiltà, da ragazzo intelligente e perbene, portando in campo quei miglioramenti appresi con la prima squadra. Adesso sta facendo bene, ci auguriamo che il suo percorso sia il più splendido possibile».

LANCIARE I GIOVANI – «I giovani sono pronti quando si ha sulla schiena 40-50 partite nei professionisti. Poi le categorie determinano il valore di un giocatore. Adesso si è a disposizione delle necessità della prima squadra, ovviamente qualche qualità bisogna averla. E i nostri ragazzi lo stanno dimostrando. Più coraggio nel lanciare i giovani? Il dilemma che viene fuori quando le nazionali non si qualificano ai Mondiali. Penso che un giovane di 17, 18 o 19 anni se è bravo deve giocare. Ci vuole anche il supporto iniziale, perché non posso metterlo da parte dopo un paio di errori. Ci devono essere i valori. Poi ci sono i talenti, che sono sempre meno, e giocano. Ma anche quei calciatori che vengono costruiti e formati all’interno del settore giovanile. È un percorso che gli permette di conquistarsi uno spazio. Noi abbiamo giocatori che sono nel settore giovanile da dieci anni e sono titolari in Primavera. Faccio i nomi di Migliardi, Porcu, Conti, Tozaj… Tutti ragazzi importanti per la rosa della Primavera, che hanno avuto una formazione costante nel percorso del settore giovanile».

MECCANISMO ACADEMY – «Il lavoro di Tufano è solo l’apice di quanto svolto da chi sta sotto, a partire dall’attività di base che secondo me è fondamentale e deve diventare per noi una linfa vitale. Il nostro è un movimento complesso, non è facile: più sei una figura non rilevante, più sei importante. Al pari degli allenatori. Magazzinieri, tutor, medici, fisioterapisti, dirigenti accompagnatori e segreteria sportiva».

FUTURO – «Stiamo lavorando consapevoli dei problemi, ma assolutamente non condizionati. Ho delle persone in gamba e attaccate alla maglia, professionisti seri. Nessuno ha mai avanzato lamentele in questo periodo. C’è tanta incertezza, ma lavoriamo con uno spirito encomiabile ed è giusto metterlo in risalto. Per quanto riguarda la progettualità, ho un po’ paura perché non si è potuto guardare più in là dell’oggi. Aspettiamo gli eventi».

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