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Io non applaudo (ancora) Montella

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Peccato perché avremo potuto (o dovuto?) anche vincere. Peccato davvero. Una Sampdoria finalmente bella (quante volte l’abbiamo detto?), da applausi e non solo per Montella che a Firenze ha costruito una squadra vera. Applausi sinceri anche da chi, come me (ma non ero il solo!), non credeva in Diakitè e Nenad Krsticic dall’inizio. Chi non farebbe mai uscire dal campo Antonio Cassano. Chi credeva che Muriel a Genova si trasformasse nel fenomeno Ronaldo. Non Cristiano, quello vero. E chi con Vincenzo seduto in panchina pensava di volare in alta quota. Destinazione Paradiso. E invece no. Ci vuole tempo, ma perché così tanto per capire cosa vuole un allenatore dai propri giocatori? Fuori alcuni, dentro altri e la Samp ha tenuto testa alla Viola, squadra che ambisce alla Champions, mira roba da poco.

Un punto che vale oro nella boutique dei Della Valle. Un punto che non cambia ancora la classifica ma come dice il nostro Pres “usciamo dalle sabbie mobili prima il possibile per poi rivederci e cambiare la musica perché i ragazzi stanno prendendo il gioco di Montella con il quale progetteremo il futuro”. Lo ripeto: in attesa di fatti e non parole mi tengo stretto Massimo Ferrero (e il suo braccio destro). Bizzarro ed efficace sul mercato.

Un punto che come dicono i bei pensanti ‘fa morale e da fiducia’. Per una volta condivido la frase fatta e finita in attesa della nuova prova del nove, dell’ammazza campionato, l’Udinese nostra prossima ospite in riva al mare. Tre punti da mettere nella nostra rete per rimetterli dietro e proseguire sereni verso il traguardo. Sinceramente non voglio immaginare il contrario.

Un arrivo ancora in salita e si perché i numeri non mentono mai. E i nostri parlano di un allenatore che ha inciso poco, che in qualsiasi altra situazione, squadra e società sarebbe stato mandato via, senza applausi e nemmeno troppi sorrisi innamorati. E invece l’ingaggio e la certezza che in giro di meglio in effetti non c’è ha fatto sì che Montella rimanesse al suo posto anche col mare in burrasca. Una tempesta che ha portato la bruttezza di 30 punti persi contro i soli 13 conquistati. Mai nessun colpaccio, vedi il Toro a San Siro, magari l’Atalanta con Sinisa. Invece tante piccole dolorose cadute. E il derby vinto è troppo lontano per ringraziarti ancora.

Firenze ricorda un altro Montella e ti applaude, forse su consiglio di Paulo Sousa. Forse l’ha fatto per fare un dispetto al loro patron Andrea prima che Diego. Io non ci riesco ancora. E non voglio un dispetto alla Samp. Preferisco appoggiare il governo blucerchiato, tenerti in piedi ma non regalare niente. Non un applauso finto, che oggi non mi sento ancora di farti.

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