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Kutuzov: «La mia Sampdoria era una squadra unita nelle difficoltà. Spero che ora i blucerchiati possano prendere il percorso giusto» – ESCLUSIVA

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Vitalij Kutuzov, ex giocatore della Sampdoria, ha parlato con noi in esclusiva dei sui anni a Genova e della squadra di Angelo Gregucci

Vitalij Kutuzov ha vissuto dei momenti importanti a Genova tra il 2004 e il 2006. L’ex giocatore della Sampdoria ci ha concesso un’intervista in esclusiva nel corso della quale ha toccato diversi temi. Dagli anni vissuti con la maglia blucerchiata al rendimento della squadra di Angelo Gregucci passando per il campionato di Serie A. Le sue parole:

Quali sono i ricordi più belli dei suoi anni alla Sampdoria?

COPPA UEFA – «Diciamo che non ho avuto proprio una flash in quelle stagioni, questo anche se abbiamo fatto anche delle cose buone. Poi ad un certo punto la squadra ha avuto delle difficoltà la squadra, abbiamo cominciato a perdere diverse partita. Ricordo la Coppa UEFA che all’epoca aveva un nuovo formato con i gironi. Abbiamo giocato a Goteborg e con l’Hertha Berlino, partite belle per qualsiasi giocatore. E’ stato bello portare le coppe europee a Genova, con la Sampdoria, una cosa meravigliosa».

UNIONE – «Eravamo tutti uniti, non voglio separare la tifoseria dalla società, avevamo un grande presidente come Garrone e una grande organizzazione proprio Marotta e lo stesso Novellino. Siamo stati uniti in tutti i momenti, nei dolori e nei vari momenti di difficoltà. Questi ci sono stati nella stagione succesiva, abbiamo fatto male tutti quanti, soprattutto in attacco. Abbiamo fatto un filotto di brutti risultati anche perché la squadra sembrava già salva nel girone d’andata. Ci mancavano dei punti, si era fatto male Bazzani e abbiamo cominciato ad avere delle difficoltà. Abbiamo cominciato a sentire la tifoseria che non accettava questa stuazione. Dopo però siamo riusciti a cambiare le cose, concludere stagione e salvarci. E’ stata quell’unione a portarci avanti per come la vedo io, sentivamo di non essre soli».

Com’è stato ricevedere l’amore di una tifoseria calorosa ed esigente come quella della Sampdoria?

«Parlando dell’amore della piazza quella della Samp è tra le migliori in Italia, e lo dico io che giocato in tante squadre in Italia. Da voi il calcio è una cosa più grande di un semplice sport, questo soprattutto a Genova. Quello di Marassi è uno stadio particolare e diverso dagli altri, uno stadio che ha il suo fascino. Ha una curva che anche quando esci sul riscaldamento ti fa sentire il brividi giusti e ti fa entrare subito in partita. La tifoseria è stata molto attaccata e presente anche, ci ha fatto sentire la sua importanza».

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Che ne pensa della situazione attuale dei blucerchiati?

ERRORI NEL PERCORSO – «Sicuramente se si è arrivati a questa situazione, qualcuno ha fatto qualche errore nel percorso. Negli ultimi anni ci sono stati cambi di dirigenza, del presidente e non solo, diciamo che dopo Garrone sono stati anni turbolenti. E poi in questa turbolenza sicuramente qualche danno è stato creato. Secondo me accumulandosi questi fattori la società ha avuto i suoi problemi, anche suo punto di vista finanziaria. Per uscire da questa situazioni ci vogliono persone con l’anima, persone con voglia di fare, perché comunque solo persone riescono, cioè gli uomini che riescono a fare cambiare ruota la marcia. Serve gente che ama la Sampdoria».

SPERANZA – «Spero che adesso la Samp possa ritrovare il percorso giusto, per fortuna è arrivata la salvezza l’anno scorso. Quest’anno deve salvarsi, risolvere le piccole cose e ripartire per il prossimo anno. Penso che ci voglia una persona che ci mette l’anima, una vuole bene alla Sampdoria. Anche se il calcio è diventato molto commerciale. Tutti vogliono guadagnare e tutto il resto non interessa».

Pensa che l’Inter sia già troppo lontano o che le inseguitrici, come il Napoli del suo ex alleatore Conte, possa ancora puntare allo scudetto?

«Vedo che Conte sta facendo esprimere bene il Napoli, però gli stanno mancando i giocatori. L’anno scorso ha fatto un miracolo, gli hanno venduto i giocatori migliori, ma è riescito a vincere lo scudetto, è statp un miracolo. Questo’anno ha affrontato delle difficoltà, ha avuto diversi infortuni, poi è stato fatto qualche errore anche nel mercato. Parlo magari De Bruyne, se ha avuto questo infortunio può darsi che abbia avuto prima qualcosa di arrivare. Nonostante le difficoltà cerca di combattere. Credo che quest’anno possa non vincere lo scudeto e puntare a qualificarsi in Champions».

Come vede la lotta per un posto in Champions League? «L’Atalanta sta cercando di risalire in qualche maniera, ma non so se ce la farà perché quelle sopra sono favotite, penso a Juventus e Roma. La Juve vedo che con Spalletti è un po’ più stabile,ha ritrovato stabilità, era tutto ciò che le serviva. Sono stati troppo discontinui a livello di risultat. Vedo una Juventus diversa, una squadra più pragmatica che si prende i punti che deve. Quindi al momento per la qualificazione in Champions League, sotto l’Inter, vedo favorite Juventus, Napoli e Roma».

Si ringrazia Vitalij Kutuzov per la gentilezza e la disponibilità in questa intervista con la nostra redazione

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