La domenica con Lei - Un malefico déjà vu - Samp News 24
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2014

La domenica con Lei – Un malefico déjà vu

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Esattamente una stagione fa, per la precisione alla ventottesima giornata del campionato 2012-2013, la Samp, dopo aver conquistato contro il Parma (1-0 gol di Icardi) la salvezza virtuale (+14 punti sul Siena terzultimo), perse malamente a Is Arenas sul campo del Cagliari per 3-1 (la mia analisi qui). Da quel momento il Doria fece sette punti in undici partite riuscendo a vincere di nuovo solo all’ultima di campionato contro una Juventus già scudettata. La sensazione di déjà vu, dopo la figuraccia di ieri contro l’Atalanta, è molto forte. Quella che si è vista ieri in campo è stata una Sampdoria piatta, senza nervo ed estremamente fastidiosa per il modo in cui ha perso e non giocato la gara dopo il vantaggio atalantino. La prestazione degli uomini di Mihajlovic infastidisce molto anche per il fatto che la stessa Atalanta, dopo la vittoria esterna con la Lazio, si trovava nella medesima condizione di classifica dei blucerchiati. Ci si aspettava una partita combattuta, con quella leggerezza che toglie pressione e permette di esprimersi senza alcun filtro. Invece a giocare la gara col piglio giusto è stata solo l’Atalanta, che ha chiuso la pratica in una ventina di minuti di gioco effettivi. 

Contano poco le riflessioni tattiche o i giudizi sui singoli in una partita come questa. Il Doria ha giocato con personalità solo per venti minuti e si è poi sgretolato drammaticamente dopo il primo gol bergamasco firmato da Carmona. E’ bastato davvero molto poco all’Atalanta per (stra) vincere questa partita e conquistare i tre punti. Il punto focale sul quale lo staff tecnico deve, secondo me, riflettere è proprio questo: come mai la squadra è crollata senza apparente motivo e come mai è sembrata accontentarsi della sconfitta (una cosa a dir poco paradossale). Nessuno mette in dubbio il modulo, i giocatori scelti e il lavoro di mister Mihajlovic che ha del miracoloso, sportivamente parlando. Il problema della sconfitta di ieri è prettamente mentale, una questione di atteggiamento. E’ sembrato fin troppo evidente, anche dalle dichiarazioni post partita, che l’allenatore ostentasse la carica giusta mentre quella dei giocatori, pur partiti bene, difettasse di solide fondamenta. La crepa, se così si può definire, sta proprio qui. Ad aggravare questa sconfitta ci si mette la storia recente blucerchiata, quel déjà vu di cui parlavo all’inizio della mia analisi. La recidività della Samp preoccupa (un anno fa a Cagliari la partita fu molto simile a quella di ieri a Bergamo) e fa supporre che questo problema, chiamiamolo calo di concentrazione o incapacità a cambiare gli obbiettivi in corsa, non sia ancora stato risolto. Le espressioni colorite di mister Mihajlovic nel post partita stanno a sottolineare come quest’ultimo credesse di aver superato questa fase, smentito poi dai fatti di una gara piatta e senza prospettiva. 

Il déjà vu (o lato oscuro) si ripropone con costanza nella storia recente del Doria. Abbiamo già sentito frasi come “ora giocherà chi è uomo vero”, “abbiamo fatto troppi errori” oppure “non siamo stati cattivi”. Sta di fatto che, nonostante perdere ci possa stare nella maniera più assoluta, quello che preoccupa è l’incapacità che il Doria ha nell’imparare dagli errori del passato, nel cadere sempre nella stessa buca, negli stessi momenti del campionato.  Si può parlare di giocatori, di episodi o altre congetture da bar ma si perderebbe il filo logico della questione, secondo me. La sensazione di déjà vu è fortissima e non è accompagnata da buoni auspici. Per crescere definitivamente occorre superare questi vuoti di sceneggiatura, indipendentemente dai risultati, fini a se stessi per certi versi. La chiave di volta è tutta qui.

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