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L’ambizione di Audero: «Sogno l’Europa». Ma le nuove regole…

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Audero non ha paura di mettersi in gioco e ha voglia di conquistare obiettivi importanti. Le nuove regole non lo convincono

Emil Audero è pronto a rimettersi in gioco. Archiviata la delusione per la panchina nell’Europeo, il portiere della Sampdoria si è messo subito a disposizione del nuovo tecnico: «Di Francesco è un tecnico amante del bel gioco, in questo lo definirei stile Giampaolo. Tra i suoi punti chiave ci sono l’origine del gioco dal basso, l’essere propositivi ma senza accollarsi dei rischi inutili. Perché coraggio e audacia non devono trasformarsi in qualcosa di obbligatorio e di forzato. So che toccherò parecchi palloni con i piedi, ma questo passaggio tattico ormai da qualche anno fa parte del calcio moderno. Sta seguendo questa evoluzione», sottolinea sulle pagine del Secolo XIX. 

Amichevole di prestigio contro il Monaco e poi il campionato che si avvicina: «La Sampdoria ha una grande tradizione nelle coppe. Negli ultimi anni è un po’ mancata, ma bisogna confrontarsi con la realtà del periodo. Certo che mi piacerebbe vivere insieme ai nostri tifosi un percorso in Europa. E l’ambizione del sostenitore sampdoriano, ma anche del calciatore della Sampdoria. Per riuscirci c’è bisogno di diversi fattori, di bravura sicuramente, ma anche di fortuna. L’inizio della stagione 2019/20 è complicato? Il calendario delle prime giornate è impegnativo per noi, dovremo farci trovare subito pronti e concentrati. Anche se penso che le partite delle prime due, tre giornate esprimano dei valori un po’ particolari. La preparazione fisica, ad esempio, è ancora in via di definizione e facilmente a un certo punto del secondo tempo la stanchezza si fa sentire». 

Le nuove regole non spaventano Audero, sebbene quella che riguarda i rigori potrebbe essere frutto di polemiche: «Voglio valutarle bene sul campo. L’avversario che non può infilarsi nella tua barriera secondo me sposta poco. Adesso dopo il rinvio del portiere la palla si può giocare già dentro l’area, significa che un avversario che fa pressing può arrivare a marcare me e il difensore. Sono curioso, in questo momento penso che possa complicarci un po’ la vita. Bisognerà sapere gestire bene le situazioni. Ma quella che proprio non capisco è il dover tenere un piede sulla linea quando ti calciano un rigore contro. E se non lo fai e lo pari, fanno ripetere il rigore e ti ammoniscono pure. Se però subisci il gol, allora va bene… non la capisco proprio. Credo che porterà un sacco di polemiche».

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