2015

Mister Zenga: «Voglio cattiveria agonistica. Cambio societario? Cazzate»

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La mattinata di oggi ha visto i ragazzi di Walter Zenga effettuare la rifinitura in vista della gara di domani contro l’Hellas Verona. Alle 12,30 andrà in scena allo stadio “Ferraris” un match che sulla carta sembra già scritto, ma si sa che i numeri contano fino a un certo punto: i blucerchiati non perdono in casa contro il Verona da ben 41 anni e tutti i dati sono a favore. La Samp, inoltre, ritrova Fernando a centrocampo e probabilmente esordirà con un nuovo 4-4-2 studiato in settimana dal coach, che vedrà Carbonero esterno destro e Correa a sinistra, con El Tucu che andrà a ricoprire il ruolo di trequartista nel 4-3-1-2 in fase offensiva. Difficili i recuperi di Silvestre e Barreto, pedine fondamentali per questa Sampdoria carente in fase difensiva, quasi certa l’esclusione di Mesbah, che pare quello più indietro in termini di forma fisica. Grandi ex della partita Mattia Cassani, che ha sfiorato le 120 presenze in gialloblu, e Giampaolo Pazzini, che non ha bisogno di presentazioni al pubblico doriano.

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Il mister è arrivato nella sala stampa del “Mugnaini” e la conferenza può iniziare. Si parte con una domanda sull’amicizia che lo lega a Mandorlini, tecnico del Verona e suo ex-compagno nell’Inter: «Ad Andrea voglio bene come un fratello perché lo considero tale. Arrivò all’Inter dall’Ascoli come terzino, poi il Trap lo schierò libero. Lo consigliai al Cluj quando andò in Romania, sono contento domani di riabbracciarlo».

Sulla gara che lo aspetta domani al “Ferraris”: «Il Verona è una squadra che quando ha perso è accaduto al limite, hanno perso diversi giocatori ma adesso li stanno pian piano recuperando. Mi aspetto una squadra che rispecchi la cattiveria agonistica del suo allenatore. Infortuni? Posso solo dire che incrociamo le dita».

Il trend negativo fuori casa non sembra fermarsi, e a confermarlo è stata la scorsa partita di Frosinone: «Il calcio è fatto anche di sconfitte. Se dobbiamo sempre pensare che una sconfitta sia una tragedia… La differenza di chi giudica e di chi lavora nel calcio è che noi le rivediamo le partite. A mio modo di vedere non abbiamo fatto male a Frosinone, ma se devo essere sincero non mi son piaciuti per niente gli ultimi 25 minuti di gara. Quello mi ha sorpreso molto, non ho visto il carattere giusto che mi aspettavo in quell’ultima frazione di gara. Il Verona é una squadra che ha pareggiato molto e che cinque volte è andata in vantaggio e poi é stata rimontata».

Una domanda anche sulla formazione che si vedrà in campo contro il Verona, la quale sembra destinata a essere modificata rispetto al solito: «Da ottobre in avanti cambiano le cose rispetto ad inizio stagione, perciò il turnover è un fattore che si può prendere in considerazione. Ci sono diverse motivazioni, come l’impegno con le Nazionali. Abbiamo tre partite in una settimana, qualche cambio può starci».

Gli infortunati sono tanti, e i recuperi non sono poi così veloci come si poteva presumere: «Per Barreto siamo abbastanza ottimisti, mentre De Silvestri ha fatto trenta minuti con la Primavera. Adesso vediamo, stiamo pensando di fargli fare sessanta minuti con la Primavera. Gli manca il campo giocato, stiamo valutando con lui il da farsi, ma credo di poter dire che siamo in dirittura d’arrivo».

Sampdoria a due volti, risultato e prestazione in casa, sconfitta e brutta performance in trasferta: «Cosa fa la differenza? Al Ferraris abbiamo il pubblico che ci dà una grandissima mano, anche in momenti di difficoltà. Quando giochi fuori casa il tuo pubblico non ce l’hai. Sappiamo la spinta che ci può dare Marassi, ma lo sanno anche i nostri avversari».


Davanti le soluzioni non mancano, e quest’estate si era parlato anche di un possibile ritorno del Pazzo: «Con Pazzini ci avevo parlato, avevo chiesto la disponibilità di venire qua. Ho trovato un ragazzo che ha ancora voglia di dimostrare tanto. Antonio è un giocatore che può sempre far la differenza, lo sta dimostrando. Nulla allena più della partita. Quello che mi dispiace di più al momento è non aver dato minuti a Bonazzoli che è un investimento della società».

Tanta fiducia  a  Correa, pupillo del mister, che confida in un suo “boom”, nonostante le prestazioni facciano pensare tutt’altro: «Guardiamo il lato positivo, con l’Inter aveva fatto una prova positiva. Siamo sempre lì a guardare il gol che ha sbagliato, anche se altri attaccanti hanno sbagliato gol davanti alla porta, ma poi ci sono i giocatori che hanno la personalità di reagire. A Frosinone già non mi è piaciuto. A mio modo di vedere, giocando da esterno ha più campo, mentre da interno è molto marcabile. A me piace in quella posizione».

Un’ultima battuta sulle voci che stanno circolando da settimane su un possibile acquisto della Sampdoria da parte di Gabriele Volpi: «Cambio societario? Ho percepito che è una cazzata, il nostro presidente è Massimo Ferrero. Mi vedo spesso con la società e non ho mai percepito alcun sentore rispetto a una bugia grossa come una casa».

Dal nostro inviato a Bogliasco

Gabriele Corso

 

 

 

 

 

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