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Malagò: «Superlega? Ci sono delle regole da rispettare»

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Giovanni Malagò, presidente del CONI, ha commentato con toni molto duri l’esperimento Superlega: le sue parole

Giovanni Malagò, presidente del CONI, ha commentato con toni molto duri l’esperimento Superlega durante il dibattito “Come sta il calcio italiano?”, organizzato da Il Fatto quotidiano.

SUPERLEGA – «Non è che ti puoi svegliare la mattina e fare una cosa privatistica. A meno che non esci dal sistema, come l’Nba, che però non risponde a nessuno della pallacanestro. Mentre il calcio risponde a Federazioni, Uefa e Fifa. L’NBA è un unicum che non risponde a nessuno. Invece c’è un tema di regole, di doping, di giustizia sportiva, di giocatori da prestare alle nazionali».

MOURINHO – «E’ una di quelle cose che ti mettono di buon umore, se sei della Roma è stata una specie di elettroshock, poi però come si dice: andiamo a vedere che succede».

MANCINI – «Fu in quel momento del commissariamento della Figc, nel 2018, che si individuò una scelta di prendere Mancini ct della Nazionale. C’erano anche altri nomi importanti in pista, ma consentitemi di dire che il lavoro di Mancini è stato finora straordinario. Se ho avuto voce in capitolo della scelta di Mancini? Sì, molto. Ma il nome di Mancini fu fatto per primo da Alessandro Costacurta, che era responsabile dell’area tecnica. Fabricini lo appoggiò e io al 100% andai in quella direzione. Mancini può fare di tutto, ma credo sia indispensabile restare con i piedi per terra. Dove può arrivare l’Italia? Penso semifinale. Come dice Lippi, è fondamentale il concetto della forma».

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