2014

Marilungo: «Alla Samp gli anni più belli, Okaka impressionante. Domenica…»

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Guido Marilungo non sarà della partita. E che partita: proprio quella che più gli sta nel cuore, visto che domenica il suo Cesena affronta quello che è stato il suo passato, ovvero la Samp: «Mi sono infortunato a una coscia due settimane fa, ma mi sembra una cosa da ragazzi rispetto a quello che ho passato». Marilungo ha sofferto due gravi infortuni al ginocchio destro nelle ultime due stagioni, ma il ricordo della Samp è troppo forte: «Non dimenticherò mai quel periodo: sono arrivato a Genova a 15 anni e ho debuttato con la maglia della Samp a 19 anni (contro il Palermo nel gennaio 2009) e segnato il mio primo gol in A nella mia prima da titolare (contro il Cagliari nell’aprile di quell’anno). Sono cresciuto professionalmente e umanamente lì. Resteranno sempre gli anni più belli».

SAMPDORIANO PER SEMPRE – Marilungo ha lasciato parecchi amici a Genova e sa che i sostenitori blucerchiati non l’hanno dimenticato: «Due campionati fa sono venuto al Ferraris con l’Atalanta. Ero rimasto in panchina, ma durante il riscaldamento ricordo gli applausi e gli incitamenti dei tifosi. Sono cose che fanno un gran piacere». Anche a distanza, l’attaccante bianconero segue il Doria: «Perché lì ci sono ancora tanti miei ex compagni. Da Obiang a Soriano, da Krsticic a Palombo. Gabbiadini e Okaka li ho conosciuti con le nazionali. Mi fa davvero piacere che siano protagonisti di una bella stagione».

GIOVANI E VECCHI – I complimenti ci sono per tutti. A partire dai suoi ex compagni più giovani: «Per quanto riguarda loro, si vedeva che avevano le potenzialità per fare grandi cose. E hanno mantenuto le promesse». Ma Marilungo non dimentica il vecchio Angelo Palombo: «Sono contento anche per lui.  So che cosa significhi per lui la Samp e un po’ di tempo fa aveva vissuto un periodo difficile – ricorda l’ex attaccante blucerchiato a “Il Secolo XIX” -. Era anche andato via per qualche mese, in prestito all’Inter. Si è ripreso il posto da leader che si merita».

RICORDI E PRESENTE – Qualche contatto con la vecchia realtà è rimasto: «Anche se non sono uno che usa molto il telefono. Per un po’ mi sono sentito con Obiang, poi ci siamo un po’ persi. Mi sento con Fiorillo e ogni tanto ci siamo anche visti. Ogni tanto sento anche qualche vecchio allenatore, come Guido Poggi che mi ha chiamato quando mi sono fatto male. Fa piacere sapere che i rapporti si sono mantenuti e che ci sono persone che ti vogliono ancora bene a distanza di anni». Su Cassano e Pazzini, suoi ex compagni: «Sono due grandissimi giocatori, ma vorrei sottolineare la stagione pazzesca di Okaka. Ricordo quando eravamo compagni di nazionale: mi aveva impressionato. Finalmente sta trovando la continuità che gli era mancata. Ma anche Gabbiadini ed Eder sono pericolosissimi».

CESSIONE E DOMENICA – Nell’ultima vittoria a Cesena, proprio Marilungo servì l’assist per il gol vincente di Pazzini: «Ricordo quella partita. Di Carlo mi aveva fatto entrare a un quarto d’ora dalla fine al posto di Pozzi. Erano stati tre punti importanti, anche se alla lunga non servirono. Poi a gennaio sono stato ceduto all’Atalanta: è stata una scelta difficile per me, però non giocavo. Davanti avevo Cassano e Pazzini, avevo vent’anni e a quell’età vuoi giocare. L’Atalanta aveva puntato forte su di me, mi aveva pagato cinque milioni… forse sarebbe stato meglio andare in prestito. A volte le strade si dividono, ma l’affetto rimane». Su domenica: «Mi aspetto una gara dura, noi abbiamo bisogno di far risultato. La Samp sta attraversando un periodo di forma brillante. Che vinca il migliore».

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