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Mattè: «Sampdoria in Indonesia? Vi racconto come andò»

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Sampdoria e Indonesia, storie che si intrecciano grazie a Romano Mattè: «Vi racconto questa enorme operazione. Mantovani ebbe un’intuizione geniale»

Un precursore le cui intuizioni rivoluzionarono il calcio di allora, questo fu Paolo Mantovani. E tra gli anni ’80 e ’90, lo storico presidente della Sampdoria decise di espandersi anche in Asia, precisamente in Indonesia. Perché? Lo ha spiegato ai microfoni di SampTV Romano Mattè, l’uomo che portò avanti i rapporti tra due mondi così diversi: «Il grande Mantovani ebbe un’idea sul piano strategico geniale: aveva capito che il nucleare sarebbe stato bocciato ad ogni referendum – spiega Mattè – e quindi occorreva che le quattro centrali italiane di allora venissero convertite a olio combustibile. Il migliore era quello indonesiano, così Mantovani contattò un grande petroliere, che era anche presidente della federazione calcistica. Gli disse “Voglio fare un salto nel calcio italiano” e Mantovani gli rispose di avere l’uomo giusto per lui. Mi incaricò, e con i ragazzi che vennero qua fummo la squadra-rivelazione nel campionato Primavera ’94-’95 del girone Nord-Ovest. Due anni dopo venni chiamato a dirigere il loro calcio: prima l’U18, poi l’U21, poi la pre-Olimpica e la Nazionale maggiore, in tutto stetti lì quattro anni».

MERCATO, AMICHEVOLI E RIMPIANTI – Da quella squadra indonesiana che allenò in Italia, Mattè prelevò due talenti, un portiere e un attaccante: «Portai alla Sampdoria Kurniawan e Kurnia Sandy: fu un’operazione strategica che coinvolgeva interessi economici enormi, ma apriva anche alla Sampdoria il mondo del sud-est asiatico. Non ci sarebbero stati Thoir e tutti gli altri senza l’idea di Mantovani, si aprì un mercato enorme». Fu anche l’occasione per far conoscere il blucerchiato in giro per il mondo: «La Sampdoria venne in Indonesia e fece delle amichevoli con pubblici di 110mila spettatori a Jakarta o nelle altre grandi città indonesiane. Personalmente fu un’esperienza bellissima, mi ha arricchito soprattutto sul piano culturale». Due i rimpianti che Mattè si porta dietro nella sua pluriennale carriera: «Avrei dovuto allenare il settore giovanile della Sampdoria – svela – ma poi non se ne fece nulla. Successivamente, purtroppo, mia moglie morì e io rimasi da solo con mio figlio ancora piccolo, perciò non potei partire, ma avevo già un pre-contratto con la Nazionale giapponese». Per fortuna, la vita lo ha portato poi a diventare Consigliere Tecnico della Juventus e, terminata anche quell’esperienza biennale, ad allenare la nazionale del Mali.

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