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Mannini: «Sampdoria? Stagione flagellata dagli infortuni. Su De Luca…»

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Moreno Mannini, ex giocatore della Sampdoria, ha rilasciato delle dichiarazioni sui blucerchiati e non solo

Nella giornata odierna il quotidiano La Repubblica ha realizzato una lunga intervista con Moreno Mannini. L’ex giocatore della Sampdoria ha rilasciato delle dichiarazioni sui blucerchiati di Andrea Pirlo e non solo. Le sue parole:

EMOZIONI DA MARASSI – «Sempre. Ogni tanto devo tornare per forza per rivedere i miei amici, ritrovare le abitudini, come il pranzo da Carmine. Non posso mancare. Ora è passato tanto tempo e mi sembrava l’occasione giusta, in attesa di riuscire a fare la solita rimpatriata con il gruppo dello scudetto».

15 ANNI IN BLUCERCHIATO – «Mi veniva la pelle d’oca quando sentivo l’altoparlante che diceva i nomi di certi campioni, con cui ho avuto la fortuna di poter giocare per così tanti anni».

SAMPDORIA ATTUALE – «A parte l’ultima, non ho mai saltato una gara. Le ho viste tutte. Questo campionato è stato flagellato dagli Infortuni. Si era, ad esempio, sbloccato De Luca e ora si è fatto male. È impossibile giocare bene senza la squadra al completo».

COMO – «Lo segui? In verità solo la Sampdoria, ma ho visto la gara di andata e sono informato dagli amici. È una squadra forte, una società forte per tanti aspetti. Sono destinati ad andare in serie A per forza economica e qualità della rosa. Hanno la proprietà più ricca tra A e B».

PROMOZIONE DIRETTA – «Como? Certamente, con il Parma hanno l’organico migliore. La Sampdoria è un gradino sotto, ma, al completo, può centrare i play off e poi giocarsi le sue possibilità senza complessi».

IL MANNINI TIFOSO DICE – «Si può sempre far meglio, ma la situazione di partenza era problematica, non solo per i due punti di penalizzazione. Siamo partiti male, per tanto tempo abbiamo guardato soprattutto il fondo della classifica e ora il bilancio è positivo perché il primo obiettivo, dopo aver scongiurato il fallimento, era evitare di retrocedere. Con queste promesse, ottenere i play off sarebbe un grandissimo risultato».

AL FERRARIS – «Otto sconfitte casalinghe rappresentano un record negativo e sorprendono perché abbiamo i tifosi migliori della categoria. Con un simile sostegno dovresti partire sempre da 1-0 e non riesco a spiegarmi le difficoltà della squadra. Capisco, però, che vuoi meritare tanto affetto e ti senti in dovere di fare qualcosa in più e non sempre le qualità assecondano le buone intenzioni».

TIFOSI DORIANI – «Malgrado le tante sconfitte, non si sono mai permessi di fischiare un giocatore durante la gara, vorrei vedere cosa succederebbe altrove. Solo per la dedizione, meriterebbero la serie A. Sono sempre eccezionali, come quando giocavo».

ERIKSSON – «Prima di tutto stiamo parlando di un autentico signore, non solo nel calcio, ma anche è soprattutto nella vita. Quando lo chiamavi “mister” diventava sempre rosso, per una sua naturale timidezza, che non va, però, confusa con mancanza di personalità. Sapeva farsi seguire e voler bene senza mai alzare la voce, con la forza delle idee e delle buone maniere. Era di un’educazione eccezionale e sempre squisito a livello comportamentale. Per questo, ovunque sia andato, è stato benvoluto, prima come persona e poi come tecnico».

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